Terracina: Piazza Municipio

La costruzione dell’Appia tra V e IV secolo a.C. conferisce a Terracina, città roccaforte e porto di mare, un ruolo primario militare ed economico nelle correnti di scambio tra Roma e il sud, ruolo che rimane di grande rilevanza anche in epoca medievale. Ed è proprio tra XII e XIV che la vivace attività costruttiva civile e religiosa determina l’aspetto attuale della Terracina Alta.
 

La costruzione dell’Appia tra V e IV secolo a.C. conferisce a Terracina, città roccaforte e porto di mare, un ruolo primario militare ed economico nelle correnti di scambio tra Roma e il sud, ruolo che rimane di grande rilevanza anche in epoca medievale. Ed è proprio tra XII e XIV che la vivace attività costruttiva civile e religiosa determina l’aspetto attuale della Terracina Alta.
La piazza del Municipio, che insiste sul luogo del Foro Emiliano del quale conserva la pavimentazione a grandi lastre, è il centro della città antica ed anche di quella medievale, che si sviluppa senza interruzione sulle vestigia dell’area romana.
Testimoni della importanza che la città ebbe in età romana sono il teatro, emerso da scavi recenti e non ancora del tutto liberato dalle costruzioni successive, e il tempio Capitolino,  risalente al I secolo a.C., impostato su alto basamento con resti delle pareti delle celle in opus reticulatum a due colori, visibile lungo il tratto della via Appia che fiancheggia a destra il Duomo.
Intitolata a San Cesareo, l’antica  cattedrale è ricavata dall’adattamento all’uso cristiano della cella di un  tempio, forse di Roma ed Augusto, del quale sono visibili la gradinata ora di accesso alla chiesa e, sul retro, gli avanzi della cella originaria con il rivestimento di marmo. Già nota dalle fonti nel IX secolo, fu ricostruita e consacrata nel 1074, quindi concessa a Desiderio, abate di Montecassino.
La fabbrica romanica venne completata entro la metà del XIII secolo, quando fu ultimata la torre campanaria con le scodelle di ceramica policrome; fu impreziosita con gli arredi interni, il pavimento, i pannelli intarsiati erratici del presbiterio, il candelabro datato 1245 e il pulpito, interamente mosaicati a motivi e tecniche esecutive di origine campana, romana, bizantina e islamica.
Il portico, restaurato nel 1926, conserva il solo tratto destro della decorazione a mosaico, con animali simbolici e fantastici anche di origine orientale che scandiscono una storia di difficile interpretazione, legata forse al transito dei crociati che percorrevano la via Appia da Roma verso Brindisi. Il palazzo Venditti con il sottopasso per la via Appia, conclude la piazza, di grande equilibrio malgrado l’eterogeneità dei monumenti che la circondano.

 

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