Più Libri Più Liberi
Novembre
27
Ho partecipato tutti gli anni, come scrittrice, a Più libri, più liberi. Sempre. Fin dagli esordi. E' uno spaccato magnifico, un'istantanea affascinante del Paese che non c'è, o , forse, non c'è ancora. Un Paese di lettori accaniti, di gente che senza un libro in mano, o nel Kindle, non esce di casa. Un Paese di donne e di uomini che hanno sviluppato una sana dipendenza dall'intelligenza degli altri, l'unico combustibile per mettere in moto la propria. E' così l'Italia? O è piuttosto il Paese dell'analfabetismo di ritorno, della decrescita di consumi culturali già bassini? E' questa seconda Italia, certo. Però se entri al Palazzo dei Congressi, fra il 5 e l'8 dicembre, fra le 10 e le 21, l'impressione è un' altra. L'impressione è di vivere nel pluralismo delle offerte culturali. 374 espositori, centinaia di scrittori e editori  e critici e lettori. 4 giorni in un altro mondo. Quest'anno per la prima volta parteciperò alla festa non da ospite ma... nel gruppo dei padroni di casa. La regione Lazio, con il comune di Roma, la Provincia, il Centro per il libro, il Mibac, la Camera di commercio sostiene Più libri Più liberi. Per il suo valore e per la sua funzione. Quest'anno ci saremo, come Regione, in tre appuntamenti: nel primo, con Nicola Zingaretti, presenteremo i progetti che hanno vinto il bando riservato ai sistemi dei servizi culturali del Lazio. Biblioteche, musei, archivi storici. Abbiamo messo a bando 2 milioni di euro. Non sono moltissimi, ma è un segnale. Che ci siamo, che crediamo nell'importanza del loro lavoro. Abbiamo ricevuto 58 domande. Il 6 dicembre alle 12 nella sala Smeraldo presenteremo quelle che hanno totalizzato i punteggi più alti. Nel secondo, parleremo del rapporto fra cultura e politica, con Nicola Lagioia, scrittore critico e sottile commentatore delle terze pagine, e Marino Sinibaldi, l'anima di radio tre, la radio dei sensibili alla cultura. Sì, lo so che è un tema impegnativo  e nello stesso tempo vago, di quelli su cui, nei secoli, si è prodotta parecchia aria fritta, ma proveremo a essere concreti. Che cosa può fare veramente una istituzione per avvicinare l'arte, la bellezza, la cultura a tutti i cittadini, perché possano gustarla, capirla, produrla? Deve essere un bancomat, o può essere un partner? Nel terzo incontro ospiterò Ginevra Bompiani e Luca Formenton e parleremo dell'editoria di qualità. Come regge fra i marosi della crisi economica? resta a galla o rischia il naufragio?

Ultima notizia: quest'anno, per la prima volta la regione sarà protagonista anche di alcune manifestazioni off. Che avranno luogo prima e fuori dallo spazio della fiera. Si apriranno per il pubblico dei lettori gli istituti culturali della Regione. Ri saranno visite guidate, reading, concerti. Saranno messi a disposizione di tutti, i tesori nascosti, per esempio, dell’istituto Luigi Sturzo, della biblioteca dell’istituto di storia e arte del Lazio di Anagni, dell'istituto di studi pirandelliani, della Fondazione Bellonci, dell’istituto nazionale di studi romani, della società geografica italiana, e di tanti tanti altri luoghi di eccellenza di cultura..., ancora troppo poco utilizzati.

Saranno giorni pieni e nutrienti. Di discussione e di promozione della lettura. Ne abbiamo bisogno.