Banca Dati IDRA

 

La Banca Dati IDRA (Informatizzazione Dati Reperti Archeologici) raccoglie e organizza i dati delle schede dei reperti archeologici conservati nei musei civici ed ecclesiastici del Lazio, ad eccezione di quelli di Roma. E’ stata realizzata dall’Ufficio Musei della Regione Lazio, che collabora con gli organismi statali a tutelare i beni culturali custoditi nei musei di propria competenza, catalogandoli e valorizzandoli.
Nella Banca Dati IDRA sono confluite sia le migliaia di schede RA (Reperto Archeologico) realizzate a partire dagli anni ’90, che sono depositate negli archivi regionali, sia le nuove schede compilate dal 2000 direttamente in formato digitale.
Le schede in banca dati al momento della pubblicazione in rete (aprile 2008) sono più di 17.000 e si riferiscono a più di 40 istituzioni museali delle province del Lazio. Sono catalogati reperti con caratteristiche molto diverse: oggetti in pietra, in ceramica, in metallo, in vetro, appartenenti a diverse categorie (ornamenti, utensili, elementi architettonici e materiale da costruzione, statue e rilievi e così via) che coprono un arco cronologico dalla Preistoria all’epoca Medievale e Rinascimentale; reperti faunistici antichi, cioè ossa di animali provenienti da siti archeologici, che vanno studiate in stretto collegamento con gli altri reperti del contesto.
Le schede presentano un diverso livello di completezza e di aggiornamento: ad esempio, quelle di recente compilazione risultano più corrette ed aggiornate rispetto a quelle di archivio trasferite in banca dati con procedimento automatico. Interventi sistematici di revisione a livello di gestione centrale vengono effettuati per normalizzare ed aggiornare i vocabolari e le liste terminologiche, eliminare i doppioni, identificare e correggere errori di compilazione. Sarà cura dei direttori e dei responsabili scientifici delle collezioni museali effettuare ulteriori controlli e aggiornamenti.
Alla quasi totalità delle schede sono allegate le relative immagini, disponibili a bassa risoluzione e quindi non utilizzabili per pubblicazioni scientifiche. In molti casi, si tratta di fotografie in bianco e nero, realizzate nell’ultimo decennio del secolo scorso, di qualità non buona ma sufficiente, ai fini della tutela, al riconoscimento dell’oggetto schedato. Per le immagini meno leggibili è prevista – ed è in parte già in corso – la progressiva sostituzione con fotografie in formato digitale di migliore qualità.
Le attività di schedatura stanno interessando innanzitutto i materiali che si trovano in esposizione nei singoli musei e che sono in genere quelli più significativi ed interessanti dal punto di vista storico-archeologico, ma ci sono anche molte schede che riguardano oggetti conservati nei magazzini.
La catalogazione non è finalizzata ad uno studio approfondito del bene in esame, ma all’identificazione e alla conoscenza dell’oggetto per poterlo tutelare.
Per la consultazione in Internet, le informazioni contenute nella scheda sono state selezionate, in accordo con gli organismi statali che esercitano la tutela, e si riferiscono ad alcune voci essenziali: la definizione dell’oggetto e la categoria di reperti a cui appartiene, il museo in cui è conservato, il luogo in cui è stato ritrovato, il materiale e la tecnica di fabbricazione, le misure, l’epoca a cui può essere datato, il numero che lo identifica a livello nazionale tra tutti gli altri beni culturali (NCTN), i numeri di inventario e la bibliografia.
Qualsiasi richiesta di consultazione di ulteriori dati o di riproduzione di immagini a scopi scientifici andrà rivolta alle direzioni dei musei e agli uffici regionali competenti.


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Per saperne di più
Presentazioni del progetto:
2004: Dalle schede di carta alle banche dati condivise. Esperienza nella catalogazione integrata dei beni archeologici del Lazio (Giornata di presentazione delle attività dell'Ufficio Musei della Regione Lazio, Roma 15 giugno 2004) [PDF - 800Kb​]
2006: Progetto di valorizzazione del Museo di Colleferro (Incontro con la cittadinanza di Colleferro sulla catalogazione, Colleferro 18 marzo 2006) [PDF - 10Mb]
2006: Attività di catalogazione e valorizzazione del patrimonio archeologico dei musei locali del Lazio (“Museo e territorio”, giornate di studi, Velletri 17-18 novembre 2006) [PDF - 4.8Mb]
2007: La catalogazione nei musei archeologici del Lazio: verso l'integrazione delle banche dati (Presentazione dell'Accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Lazio in materia di catalogazione, Roma 19 dicembre 2007) [PDF - 4.5Mb]
2009: Verso l’archivio catalografico dei musei del Lazio. Una banca dati condivisa (Festa dei Musei, delle Biblioteche e degli Archivi del Lazio, Roma 20 marzo 2009) [PDF – 1.6Mb].



Pubblicazioni:
D'Ambrosio I., Drummer A., Pascucci P., Rusca F., Per una catalogazione informatizzata dei reperti archeologici: il software IDRA e le attività promosse dal Servizio Musei della Regione Lazio, in Archeologia e Calcolatori  14, 2003, 33-71 [PDF - 591Kb]
Boldrighini F., De Nuccio M., Frandina M.L., Fusco R., Milella M., Pascucci P., Pergola S., Trevisan S., Ungaro U. (a cura di), con la collaborazione di Bartoloni V., Elementi architettonici e di rivestimento, in ARCATA, Archeologia e Catalogazione, 1. Proposte di terminologia per la catalogazione dei reperti archeologici mobili del Lazio, Roma 2007 [PDF - 25Mb]
Pascucci P., Inventariazione e catalogazione come forma di educazione al patrimonio, in Il museo verso una nuova identità. II. Musei e comunità: strategie comunicative e pratiche educative, (Convegno internazionale di studi, Roma 21-23 febbraio 2008), in corso di stampa [PDF - 99Kb
D'Ambrosio I., Pascucci P. La catalogazione nei musei archeologici del Lazio: contributo per una terminologia ragionata in Archeologia e Calcolatori 21, 2010, 7-25 [PDF -1,48MB]

Crediti​
 

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