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Catalogo della Mostra "Archeologia in Giallo - Il Simposio greco attraverso i recuperi della Guardia di Finanza"


Museo in Mostra edizione 2007 La manifestazione "Museo in Mostra", organizzata dalla Direzione Scientifica dell'Antiquarium "Villa di Traiano" e dall'Amministrazione Comunale sin dal 2004, nasce dall'intenzione di contribuire all'ampliamento dell'offerta turistica e culturale di Arcinazzo Romano attraverso valide e significative proposte, compito dal quale un'istituzione museale moderna e dinamica non può sentirsi aliena.
L'appuntamento prevede la presentazione alla cittadinanza dell'attività svolta nell'anno precedente dalla struttura museale, gli obiettivi raggiunti e i nuovi progetti in cantiere, nonché i risultati ottenuti in termini di promozione territoriale. L'ottica di questa manifestazione è quella di creare un "filo rosso" con la cittadinanza affinché senta proprio l'ente museale e partecipi attivamente all'ampliamento dei suoi orizzonti operativi. Ogni anno, inoltre, ha avuto luogo l'inaugurazione di mostre a tema archeologico e culturale in genere ospitate nei locali dell'Antiquarium Comunale nel periodo estivo.
Nelle annualità 2005 e il 2006, il museo ha ospitato cinque mostre; il filo conduttore che ha legato le esposizioni prescelte è da individuarsi nella conoscenza di alcune culture mediorientali, anche nel loro rapporto con progetti di ricerca italiani. È stata inoltre progettata e realizzata una esposizione sulla Missione Archeologica del Castello di Piombinara (Colleferro - Roma), progetto di ricerca e scavo archeologico al quale partecipa attivamente l'Antiquarium Comunale di Arcinazzo Romano in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Territorio Toleriense.
L'esposizione 2007, dal titolo "Archeologia in Giallo", nasce dall'incontro, avvenuto durante la manifestazione Archeofestival (Perugia, Maggio 2006), in cui Arcinazzo Romano era presente con uno stand dedicato, tra la Direzione dell'Antiquarium e i rappresentanti della Sezione Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza.
L'idea di una mostra espositiva che raccogliesse una selezione di reperti archeologici, ogni anno trafugati e recuperati grazie all'intensa e meritoria attività svolta sul territorio dalla Guardia di Finanza, è parsa fin da subito una scommessa complessa, ma intrigante, un progetto da condurre con dedizione per valorizzare ed amplificare a livello nazionale nazionale, il costante impegno, in termini di risorse umane ed economiche, che dal 2004 coinvolge la Direzione dell'Antiquarium e l'Amministrazione Comunale di Arcinazzo Romano; in secondo luogo, lo sforzo è volto a far conoscere all'intera comunità il lavoro di recupero dei beni culturali italiani che ogni anno vengono trafugati e dispersi nelle fitte maglie del mercato nero.
Il traffico illecito di beni culturali, ed in particolare dei beni archeologici, è, infatti, oggi uno dei principali pilastri della malavita transnazionale. Aree archeologiche e musei sono depredate costantemente in tutta Europa ed i principali paesi saccheggiati sono Grecia, Spagna ed Italia.
Fra i reperti esposti, da notare la Mensola con decorazione a bassorilevo trafugata anni or sono dalla Villa di Traiano e che viene finalmente mostrata al pubblico.
La selezione è stata operata individuando nella rappresentazione del Simposio reco il tema portante, completando con l'esposizione l'opera di recupero.
La mostra, tuttavia, oltre ad un approccio puramente archeologico, ha inteso affrontare un tema altrettanto importante, quello della legalità, nel tentativo di trasmettere alla popolazione l'importanza della conservazione e della fruizione dei reperti archeologici, patrimonio inalienabile dell'intera Umanità. Questi, se commercializzati illegalmente o resi inaccessibili alla conoscenza, vengono di fatto svuotati di significato: l'oggetto archeologico ha infatti un valore documentale che non risponde ad un parametro estetico o ad un certo gusto di collezionismo, ma va inteso come elemento fondamentale di accrescimento culturale per tutti coloro i quali sono interessati a conoscere il passato. Esaltare e comunicare al pubblico un tale approccio al reperto archeologico rappresenta, dunque, uno dei principali obiettivi che si spera di aver colto.