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Il Museo Civico Lanuvino fu istituito a seguito del rinvenimento di reperti archeologici avvenuto, a fine Ottocento, durante la costruzione del Palazzo Comunale, e fu proprio nei locali al piano terra dello stesso edificio che, dal 1913, trovò originariamente la sua sede. Dismesso a causa dei danni strutturali provocati dall'ultimo conflitto mondiale, è tornato nella sua sede originaria dal 2001 per custodire e valorizzare le testimonianze archeologiche provenienti dal territorio dell'antica Lanuvium e della medioevale Civita Lavinia. Da allora le collezioni museali si sono notevolmente arricchite con materiale rinvenuto in occasione degli scavi effettuati in collaborazione con la Soprintendenza Per i Beni Archeologici del Lazio e la scuola di specializzazione dell'Università "La Sapienza di Roma" ed altro materiale recuperato dal Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza. Nel 2013, si è così provveduto all'istituzione del Museo Diffuso di Lanuvio, avviatosi con l'inaugurazione di un piccolo locale di proprietà comunale adibito ex novo a sala museale denominata Sala della Stipe Votiva in Località Pantanacci (situata a pochi passi dal Municipio e all'interno del Borgo Medievale), a cui si aggiungeranno ulteriori spazi museali, alcuni attualmente già in fase di allestimento. Nel 2015, all'interno del Museo civico Lanuvino si è invece inaugurata una nuova sezione dedicata al Tempio di Giunone Sospita composta di un plastico riproducente l'area templare (commissionato dall'Accademia Nazionale dei Lincei), di vasi protostorici e di corredi tombali ritrovati nella stessa area archeologica. Come nel caso delle altre sezioni, anche questa è corredata da una serie di didascalie, pannelli esplicativi, di planimetrie e di fotografie storiche e moderne che permettono sia di avvicinarsi con semplicità alla collezione museale, sia di fruirne, volendo, anche autonomamente.
A seguito dell'ampliamento degli spazi espositivi, dei numerosi progetti di ricerca, delle attività didattiche, di tutela e valorizzazione dei beni archeologici svolta attraverso visite guidate anche presso i monumenti archeologici, il Museo ha aumentato ulteriormente il suo bacino d'utenza raggiungendo una media di oltre 3000 visitatori l'anno. Al fine di valorizzare e ampliare la conoscenza della realtà museale, importante è stato anche l'inserimento all'interno dell'Organizzazione Museale Regionale (O.M.R.) e del Sistema Museale Territoriale dei Castelli Romani e Prenestini (Museumgrandtour), che hanno valso al Museo dei prestigiosi riconoscimenti quali il Bersaglio HERITY (certificazione assegnata nel 2009 dall'Organismo Internazionale non governativo e non profit per la Gestione di Qualità del Patrimonio Culturale) e il Marchio di Qualità (ottenuto dal 2006 al 2014 con Decreto del Presidente della Regione Lazio).

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05 mag - GIOVEDÌ 11 MAGGIO 2017: INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA "SACRA NEMORA - LA CULTURA DEL SACRO NEI CONTESTI SANTUARIALI IN AREA ALBANA. RINVENIMENTI ARCHEOLOGICI E RECUPERI DELLA GUARDIA DI FINANZA".
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