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FINALMENTE VISIBILI A TUTTI I REPERTI ARCHEOLOGICI PROVENIENTI DALLA STIPE VOTIVA IN LOCALITA' PANTANACCI


La vetrina allestita nel Museo Civico Lanuvino dedicata ai reperti provenienti dalla stipe votiva in località Pantanacci

Dalla fine di Dicembre 2012 è finalmente possibile ammirare all'interno del Museo Civico Lanuvino, parte dei reperti provenienti dal sito archeologico in località Pantanacci (attualmente ricadente tra il Comune di Lanuvio e quello di Genzano di Roma).
A seguito dell'intervento del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza, che nel Luglio del 2012 consentiva di interrompere uno scavo intrapreso da scavatori clandestini e di recuperare una gran mole di materiale archeologico destinato al mercato antiquario internazionale, si intraprendeva una tempestiva campagna di scavo sotto la direzione scientifica del Dott. Luca Attenni, del Prof. Fausto Zevi e, quale Responsabile unico del procedimento, della Dott.ssa Giuseppina Ghini, funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.
Nei rigogliosi boschi dell'antico Ager Lanuvinus, non lontano dal celebre santuario di Giunone Sospita è stata dunque scoperta una stipe votiva, collocata in un antro naturale dalle cui pareti di fondo tutt'oggi sgorgano spontaneamente acque sorgive presumibilmente all'epoca ritenute terapeutiche e salutari, cornice che favorì lo sviluppo di un culto di divinità ad essa connesse.
Molti sono infatti i votivi anatomici (prevalentemente risalenti al IV - III secolo a. C.) riportati alla luce raffiguranti mani, piedi, gambe, braccia, figurine intere (maschili, femminili e infanti fasciati), busti con intestino, vesciche, mammelle, uteri, falli, vulve, orecchie, mascherine con occhi, teste maschili e femminili e soprattutto l'inedita tipologia dei cavi orali.
Per confermare le ipotesi finora avanzate riguardo l'attinenza di tale materiale archeologico con il complesso sacrale di Giunone Sospita, è necessario attendere i risultati delle analisi chimiche.
Da subito invece è emerso l'indubbio interesse archeologico della scoperta.
Da qui l'urgenza dell'Amministrazione Comunale di offrire la possibilità di ammirare almeno parte del materiale ritrovato esponendolo in una vetrina dedicata all'interno del Museo Civico Lanuvino, con il testo didascalico riportato anche in lingua inglese (visto l'interesse dimostrato anche da studiosi e visitatori internazionali).
Si è aperta così la prima fase dell'allestimento previsto per tali importanti reperti, a cui farà seguito una seconda fase non prima però di alcuni interventi di modifica dei locali museali necessari ad accoglierli opportunamente, restituendo loro il giusto valore.