La via Aurelia

Costruita nel III sec. a.C., la via Aurelia, che collegava Roma con le città etrusche e con le colonie fondate sulla costa (Alsium, Pyrgi, Castrum Novum), ma creata in funzione delle comunicazioni “da e per” l’alto Tirreno e le colonie di frontiera, è ricostruibile da resti di vario genere, messi a confronto anche con i dati degli Itinerari antichi. Il suo percorso, dettato principalmente da esigenze militari, presenta il carattere di grande via di comunicazione, con molti tratti rettilinei costruiti artificialmente e altri che si adattano alle accidentalità del terreno o ad antichissime vie, come quella compresa tra Roma e Caere. Inizialmente la strada univa Roma a Cosa, poi fu prolungata fino a Luni, nel 109 a.C. raggiunse Genova, in età imperiale Arles ed in seguito, con la costruzione  delle vie Domizia e Augusta, Gades.
Peculiarità del tratto costiero è la presenza lungo il suo tracciato di siti per lo più sorti nella prima età del ferro, alcuni presso la foce di un corso d’acqua e su insenature adatte all’approdo. L’attività principale praticata in tali siti era legata al mare e alle sue risorse, sia in età protostorica, che etrusca e poi romana, quando, in diverse località corrispondenti agli insediamenti dell’età del ferro, furono impiantate delle peschiere per l’itticoltura.
Della strada sono visibili i due ponti di S. Marinella del II sec. a.C. e resti di quello sul fosso Cupino, al km. 32, in loc. “Statua”. Strutture murarie pertinenti alle ville marittime ricordate da Cicerone e attribuite a Cesare e ad altri personaggi illustri testimoniano, nella fascia tra l’Aurelia e il mare, la caratteristica di “ambito centro di villeggiatura” quale fin dall’antichità era considerato il tratto di costa a nord di Roma. In età tardoantica le dimore marittime vennero adattate a esigenze di sfruttamento agricolo nell’ambito di una fitta rete di ville rustiche, che rivelano una particolare densità di popolamento del territorio in un periodo in cui altrove si assiste a fenomeni di abbandono della campagna per motivi di sicurezza.