La rete di musei locali del Lazio costituisce un circuito di strutture culturali collocate, per la massima parte, in palazzi storici e rocche monumentali, inserite in contesti paesaggistici di pregio, strettamente connesse al tessuto del territorio regionale. Alcuni di questi poli espositivi sono stati riconosciuti dalla Regione Lazio "Musei di Qualità": per la rilevanza delle collezioni, la continuità della programmazione culturale, l'impegno etico della missione, l'apertura al mondo della scuola, l'accuratezza degli allestimenti, l'eleganza delle architetture, la sapienza poetica del mettere in mostra. Perché il museo è il luogo in cui la comunità si rappresenta.
Museo della ceramica medievale e rinascimentale della
Tuscia Viterbo
Il Museo della ceramica medievale e rinascimentale di Palazzo
Brugiotti naque nel giugno del 1996, grazie all'iniziativa della
Fondazione Carivit e del Comune di Viterbo, e si pone oggi come una
tra le realtà culturali più interessanti della
città. Il museo occupa gli ambienti al piano terra del
seicentesco Palazzo Brugiotti, articolandosi in cinque grandi sale.
L'intera raccolta, circa 250 reperti, presenta l'evoluzione della
produzione ceramica a Viterbo e nell'Alto Lazio dal XIII al XIX
secolo. Nella sezione medievale, ampiamente rappresentata, si
possono ammirare i reperti in ceramica acroma da mensa e in
maiolica arcaica. Segue la quattrocentesca produzione della zaffera
a rilievo e il corredo di una spezieria della fine del sec. XV. Le
sezioni successive espongono interessanti collezioni di maiolica
policroma rinascimentale prodotta in noti centri alto laziali e
dell'Italia centrale, i contenitori dell'antica farmacia
dell'ospedale cittadino e gli stampi ceramici per dolci. La visita
al Museo della Ceramica non può dirsi veramente conclusa
senza una passeggiata nella quiete del rigoglioso giardino "a
sorpresa", accompagnati dal gorgoglio delle fontane figurate in
peperino, per le quali è peraltro celebre la città di
Viterbo. Nell'anno 2001 è stato inaugurato il Laboratorio
didattico-scientifico permanente, annesso al Museo, grazie
all'iniziativa
della Fondazione Carivit che ha compartecipato a un contributo
concesso dalla Regione Lazio. Le numerose attività proposte
hanno riscosso il più vivo interesse da parte del mondo
della scuola per la loro valenza formativa, utili a stimolare nei
più giovani la curiosità e la conoscenza del proprio
territorio nonché l'acquisizione di abilità
artistiche e tecniche.
via Cavour 67 tel. 0761 346136 fax 0761 223674 laboratorioceramica@libero.it
apertura
invernale
10.00 --13.00 e 15.00 --19.00 venerdì-domenica
estiva
10.00 --13.00 e 16.00 --19.00 giovedì-domenica
ingresso
intero € 2,50 ridotto € 1,50
servizi
visite guidate su prenotazione; punto vendita con riproduzioni in
ceramica, monografie, guide; laboratorio didattico-scientifico
Museo territoriale del lago di Bolsena
Bolsena
Inaugurato nel 1991, ha sede nella medievale
Rocca Monaldeschi della Cervara; è articolato in tre piani
espositivi e in un lapidarium esterno. I reperti esposti sono in
gran parte di proprietà statale e in misura minore di
proprietà civica. I primi provengono dalle ricerche
archeologiche condotte nell'area del lago di Bolsena dalla
Soprintendenza archeologica per l'Etruria meridionale, dalla Scuola
francese di Roma e dal Centro lacuale ricerche di Bolsena; i
secondi costituiscono invece una selezione di quanto si è
conservato del patrimonio del vecchio Museo civico. Il museo, per
rispondere al suo carattere territoriale, si occupa in modo
approfondito della documentazione proveniente dal territorio
comunale di cui è riferimento, indirizzando al tempo stesso
i
visitatori verso i musei locali e i siti di particolare interesse
storico e archeologico presenti negli altri comuni della zona. Si
articola in varie sezioni: formazione del territorio e ricerca
subacquea; preistoria e protostoria; periodi etrusco e romano;
medioevo e rinascimento; ecologia lacustre e tradizioni popolari;
cultura materiale del lago e dialetti. Fa parte del Sistema museale
territoriale del Lago di Bolsena.
da segnalare
Materiali dal villaggio dell'Età del ferro del Gran Carro,
attualmente sommerso nel lago (IX-VIII secolo a.C.)Gruppo di
corredi funerari di età orientalizzante dalla necropoli
della Capriola (VII secolo a.C.)Sedile in terracotta, cosiddetto
Trono delle Pantere, proveniente da un ambiente sotterraneo
dell'antica Volsinii(III-II secolo a.C.)Ceramiche medievali e
rinascimentali recuperate nello scavo degli scarichi della torre
maggiore della RoccaMonaldeschi
piazza Monaldeschi telefax 0761 798630 www.culturalazio.it/musei/museo_bolsena
museo@comunebolsena.it
apertura
10.00 --13.00 sabato e festivi anche 15.00 --18.00 lunedì
chiuso
ingresso
intero € 3,50 ridotto € 2,00
servizi materiale illustrativo, guida a stampa e audio, visite
guidate su richiesta anche all'area archeologica di Volsinii,
attività didattiche
Museo naturalistico del fiore Torre Alfina
(Acquapendente)
Il museo, situato a due chilometri
dal caratteristico borgo medievale di Torre Alfina, è una
moderna struttura che nasce all'interno della Riserva naturale
Monte Rufeno. È impostato come un avvincente racconto che
permette di apprezzare la biodiversità del territorio della
riserva e incentrato sul mondo del fiore, illustrandone i suoi
aspetti evolutivi ed ecologici, i rapporti con il mondo animale e
con il mondo dell'uomo, fino alla presentazione della locale
tradizione dei Pugnaloni. Particolare attenzione è stata
posta ai mezzi di comunicazione, utilizzando giochi, strumenti
interattivi e multimediali e dotando il museo di laboratori, sala
proiezioni, ludoteca. Il museo presenta anche una sezione esterna
costituita dal Sentiero natura del fiore, percorso medio-facile ad
anello con 20 stazioni didattiche sul fiore e sul territorio,
un'area picnic antistante per permettere una più piacevole
sosta, un giardino botanico in allestimento e sentieri
escursionistici all'interno della Riserva naturale Monte Rufeno. Vi
è anche la possibilità di visitare, proprio dietro il
Castello di Torre Alfina, il Bosco monumentale del Sasseto, esempio
di lembo di foresta-rifugio secolare, annoverato tra i siti di
maggiore interesse naturalistico dell'Italia centrale.
piazza G. Fabrizio 17 (Ufficio del museo ad Acquapendente) tel.
0763 7309224 fax 0763 711215 www.museodelfiore.it info@museodelfiore.it
apertura
invernale
10.00 --17.00 venerdì-domenica
estiva
10.00 --13.00 e 15.00 --17.00 venerdì-domenica
lunedì-giovedì aperto su prenotazione
ingresso
intero € 3,00 ridotto € 2,00
informazioni e prenotazioni
numero verde 800 411834 tel. 0763 733642 - fax 0763 731175 info@laperegina.it
servizi
accesso facilitato per disabili, visite guidate, servizi e
laboratori didattici, attività di educazione ambientale,
percorsi integrati sul territorio; pubblicazioni divulgative e
didattiche; sala proiezioni e conferenze, laboratori
scientifico-divulgativi, ludoteca, area giochi, area picnic,
sentiero natura, aree sperimentali esterne, piccola biblioteca,
punto vendita e caffetteria
Museo dell'olio Castelnuovo di Farfa
Il
museo è dedicato all'olio della Sabina che il medico Galeno
(II secolo d.C.) definì come il migliore del mondo antico.
La vicinissima Abbazia di Farfa fu uno dei pochi centri medioevali
europei nel quale furono conservate e poi trasmesse le antiche
tecniche dell'olivicoltura. Il museo ha sede a Palazzo Perelli,
edificio cinquecentesco ampiamente manomesso e di recente
recuperato, ma si estende anche al centro storico e al paesaggio.
L'itinerario ha inizio con una sezione dedicata al mito dell'olio,
celebrato da sculture dei maestri contemporanei Alik Cavaliere,
Gianandrea Gazzola, Maria Lai e Hidetoshi Nagasawa. La visita
prosegue con la documentazione sulla botanica dell'ulivo sabino e
la tradizione dell'olivicoltura, poi con la sala della memoria,
dove il mondo dell'olio viene raccontato dalle voci e dalle
immagini dei contadini di Calstelnuovo. Con un percorso pedonale
nella campagna, si raggiunge il sito altomedievale di San Donato
dove, vicino alla chiesa restaurata, il "Giardino degli ulivi del
mondo" ospita le diverse specie coltivate nel bacino del
Mediterraneo e con esse, simbolicamente, i popoli che condividono
nella storia e nel presente la cultura dell'olio di oliva. Fa parte
del Sistema museale territoriale della Media valle del
Tevere.
da segnalare
Monumentali meccanismi lignei di un torchio sabino del XVIII secolo
Ambienti intatti di un mulino ad olio del XVIII secolo viale Regina
Margherita 21 tel. 0765 36370 - fax 0765 36233
apertura
15.30 --20.00 venerdì
10.00 --20.00 sabato
10.00 --13.30 e 14.30 --20.00 domenica e festivi altri giorni su
prenotazione
ingresso
intero € 5,20 ridotto € 3,62
servizi
materiale illustrativo, visite guidate plurilingue su richiesta
Museo civico archeologico Fara in Sabina
Il museo civico di Fara in Sabina è ospitato nello storico
Palazzo Brancaleoni e copre un arco cronologico compreso tra la
preistoria e la fine dell'età romana. In esso sono raccolti
principalmente i reperti provenienti dalle indagini archeologiche
condotte, a partire dagli anni Settanta, su alcuni dei siti
maggiormente significativi dell'evoluzione storica del territorio
comunale e più in generale della Sabina antica:
l'insediamento nella valle del Tevere con la nascita di Cures,
capitale storica dei Sabini, e la necropoli di Colle del Forno,
pertinente all'abitato di Eretum, coinvolta nelle prime guerre di
espansione della Roma del periodo regio. L'allestimento del museo
è articolato in sale ordinate cronologicamente e corredate
da un approfondito apparato didattico dei siti e degli scavi che
illustra gli aspetti del popolamento della Sabina tiberina
meridionale, le attività economiche, l'evoluzione delle
strutture abitative e delle necropoli.
da segnalare
Materiali provenienti dalla capanna di Cures (VIII secolo
a.C.)Lamine in oro del corredo della sepoltura principesca di Colle
del Forno (fine VII secolo a.C.)Parti di carro provenienti da una
ricca sepoltura di Colle del forno (VII sec. a.C.)Cippo di Cures,
con iscrizione che ricorda l'erezione di un monumento (VI a.C.)
piazza del Duomo 1 telefax 0765 277321 www.principisabini.it (su Colle
del Forno) museofarasabina@libero.it
apertura
9.00 --13.00 mercoledì-venerdì martedì, sabato
e domenica anche 15.00 --18.00
estiva
16.00 --19.00
ingresso
gratuito
servizi
materiale illustrativo; visite guidate e attività didattiche
per le scuole su prenotazione
Museo civico di Albano Albano
Laziale
Fondato nel 1975, il Museo è ospitato
nella Villa Ferrajoli, edificio in stile neoclassico progettato da
F. Gasparoni intorno al 1834, che conserva in alcune sale la
delicata decorazione pittorica di G.B. Caretti con motivi
classicheggianti propri del gusto ottocentesco. L'allestimento si
articola in 23 sale espositive ed espone reperti databili su un
arco cronologico compreso tra il Paleolitico e il primo
Rinascimento. Tutti i reperti conservati nelle vetrine sono
arricchiti da didascalie, ricostruzioni e video interattivi che
permettono di entrare agevolmente in contatto con la loro epoca, la
loro funzione, l'uomo che li produsse e adoperò per
migliorare la sua esistenza. Di particolare pregio sono la raccolta
di armi protostoriche in bronzo e ferro che illustrano il periodo
mitico di Alba Longa e dei latini. Non mancano numerosi oggetti
della vita quotidiana e ufficiale degli antichi romani: statue,
affreschi, mosaici e collezioni numismatiche. Anche il passaggio
dalla vita alla morte è documentato dai numerosi reperti
provenienti dalle necropoli dell'Albanum, come sarcofagi,
iscrizioni e urne cinerarie. Al Museo è collegato un
giardino archeologico esterno dove si conservano numerose coperture
di tombe "a baule", provenienti dalle necropoli romane dei
legionari partici, nella vicina località di Selvotta. La
presenza dei legionari della Seconda Legione Partica è
inoltre testimoniata dagli importanti monumenti dei Castra Albana
ancora oggi visibili: Porta Pretoria, Porta Principale Sinistra,
l'Anfiteatro, i Cisternoni, le Terme di Cellomaio e le
muradell'accampamento. Fanno parte del circuito monumentale anche
le Catacombe di san Senatore sul ciglio della via Appia.
da segnalare
Collezione di manufatti in selce del paleolitico inferiore, medio e
superiore Materiali dell'Età del bronzo del cosiddetto
Villaggio delle Macine Testina di guerriero in terracotta policroma
databile al V secolo a.C. Testa in marmo di Tiberio Gemello e busto
di fanciulla velata Documentazione e reperti relativi alla Seconda
Legione Partica (II secolo d.C.)
viale Risorgimento 3 tel 06 9323490 fax 06 9325759 www.museicivicialbano.it
direttore@museicivicialbano.it
apertura
9.00 --13.00 domenica-venerdì
8.00 --14.00 sabato mercoledì e giovedì anche 16.00
--19.00
ingresso
intero €2,50 ridotto €2,00 integrato €6,00 (museo +
2 monumenti) classi scolastiche €12,00
servizi
visite guidate, biblioteca, aula didattica, libreria; materiale
illustrativo, guida a stampa, guide audio plurilingue, postazioni
multimediali; laboratori
di archeologia sperimentale sull'esercito romano e rievocazioni
storiche
Museo civico "Adolfo Klitsche De La Grange"
Allumiere
Fondato nel 1956 come Antiquarium civico
con i materiali raccolti da appassionati locali, nel Museo sono
confluiti negli anni successivi reperti provenienti da varie
attività di ricerca promosse dalla Soprintendenza alle
Antichità dell'Etruria meridionale. A partire dal 1970 si
è costituito presso il Museo il Centro per la documentazione
del patrimonio preistorico e naturalistico del comprensorio
tolfetano-cerite, con lo scopo di mettere in evidenza il rapporto
tra l'uomo e l'ambiente dai primordi fino ad oggi, in questo
territorio di notevole interesse naturalistico. La sede è
costituita da un palazzo del Cinquecento, che ospitava in passato
gli uffici e i magazzini delle miniere di alunite gestite dalla
Camera Apostolica dello Stato Pontificio; dal minerale si ricavava
l'allume, di cui rimane testimonianza nello stesso nome del paese.
Il nuovo allestimento, completato nel 2005, si articola in una
sezione paleontologica e una sezione archeologica al primo piano,
mentre al secondo piano sono collocati i laboratori didattici, le
collezioni medievali e rinascimentali, la sezione naturalistica
dedicata alla flora e alla fauna del territorio nonché la
sezione mineralogica, che riserva un particolare spazio all'allume
dei Monti della Tolfa, usato soprattutto per la concia delle pelli,
il fissaggio dei colori sulle stoffe e quale materiale ignifugo, il
cui
processo produttivo ha rappresentato la più importante
impresa industriale del Rinascimento.
da segnalare
Laboratorio di palinologia applicata alla sezione paleontologica
Materiali dell'età del Bronzo recente e finale, tra cui un
frammento di ceramica micenea Ceramiche medievali e rinascimentali,
tra cui vasi di tipo ispano-moresco Documentazione sulla storia e
le tecniche di estrazione e lavorazione dell'allume Plastico in
scala dell'opificio del XVIII secolo Raccolta di minerali dei Monti
della Tolfa Una raccolta entomologica e un erbario Laboratorio
didattico
Rocce e minerali
piazza della Repubblica 29 telefax 0766 967793
digilander.libero.it/museoallumiere ototi2@tiscali.it
apertura
9.00 --13.00 mercoledì, sabato e domenica anche 15.00
--18.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero €2,00 ridotto €1,00 classi scolastiche
€13,00
servizi
libreria con materiale illustrativo e pubblicazioni a stampa,
minerali e riproduzioni di ceramica; visite guidate sul territorio
e laboratori di archeologia
sperimentale, naturalistici e geominerari
Museo Tuscolano delle Scuderie Aldobrandini
Frascati
Le Scuderie Aldobrandini, già
visibili in un'incisione di Matheus Greuter del 1620, nacquero come
struttura di servizio dell'omonima villa. Con il restauro
architettonico progettato da Massimiliano Fuksas è stato
ideato uno spazio polifunzionale innovativo, adeguato alla
presentazione della collezione archeologica permanente come pure di
mostre d'arte, e dotato di laboratori didattici, spazi
multimediali, auditorium. La raccolta di reperti del Museo
Tuscolano è ubicata al piano terra. Il nucleo più
consistente della raccolta è caratterizzato da numerosi
materiali rinvenuti a Tusculum, ivi compresi quelli recentemente
individuati nell'area del Foro e del Teatro dalla Scuola spagnola
di Storia e Archeologia. Il percorso di visita,
cronologico-tematico e riferibile principalmente all'epoca romana
repubblicana e imperiale, si conclude con una sezione
storico-artistica in cui sono esposti dieci modelli lignei delle
Ville Tuscolane affiancati da numerose incisioni e medaglie rare
relative alle ville rinascimentali e a personaggi famosi come il
Duca di York, vescovo della diocesi di Frascati per quasi un
quarantennio.
da segnalare
Urne cinerarie con epigrafi relative alla famiglia dei Rabirii, del
IV-III secolo a.C.Afrodite Urania, statua colossale di derivazione
fidiaca databile al 50 a.C. Dioniso con pantera, statua arcaizzante
del II secolo d.C. Frammento fittile votivo con la rappresentazione
di un giovinetto, di età augustea piazza Marconi 6 telefax
06 9417195 Frascati Point 06 94015378 www.scuderiealdobrandini.it
info@scuderiealdobrandini.it
apertura
10.00 --18.00 sabato e festivi 10.00 --19.00 chiuso il
lunedì
ingresso
intero € 2,00 ridotto € 1,00
servizi
accesso per disabili, biblioteca specializzata, archivio
fotografico, laboratorio didattico, prenotazioni di biglietti e
visite guidate; sala conferenze e
spazi espositivi per mostre temporanee; libreria e oggettistica
Museo civico naturalistico dei Monti Prenestini
Capranica Prenestina
Istituito nel 1996 e inaugurato nel 2001, il museo è
collocato nello storico Palazzo Barberini, attuale sede municipale.
Il territorio di Capranica si trova al centro del comprensorio dei
Monti Prenestini e rappresenta un luogo adatto per una sede museale
destinata alla conservazione ed esposizione dei beni naturalistici
della zona, ma anche alla divulgazione e all'educazione alle
tematiche ambientali. È articolato in due sale disposte agli
ultimi due livelli del Palazzo, dove trovano illustrazione le
tematiche legate a Ecologia ed Evoluzione, Flora e Fauna dei Monti
Prenestini (Sala 1), Fauna delle rupi e delle grotte, Scienze della
terra, Geologia Generale e Paleontologia (Sala 2). L'esposizione si
avvale di una serie di diorami sui più tipici ambienti dei
Prenestini e di pannelli sui grandi temi della biologia
evoluzionistica, dell'ecologia generale, dell'etologia. Due nuove
sale poste al piano terra ospitano collezioni di fossili, insetti e
vertebrati, una biblioteca e un piccolo laboratorio con materiale
didattico. L'allestimento utilizza mezzi multimediali e
un'audioguida, con lo scopo di facilitare la lettura e la
comprensione di quanto illustrato e a una migliore conoscenza e
divulgazione del patrimonio, con particolare riguardo ai visitatori
più piccoli. La scelta delle tecniche espositive è
stata operata nell'intento di offrire ai visitatori una visita il
più possibile partecipata e interattiva. da segnalare
Ricostruzioni comparative della vegetazione originaria e di quella
alterata dall'uomo Diorami dei principali ambienti naturali
dell'area prenestina
piazza Aristide Frezza 5 telefax 06 9584031 - 06 9584126 www.comunecapranica.it/ilmuseo.htm
museo@comunecapranica.it
apertura
mercoledì 9.00 --13.00 giovedì-domenica 9.00 --13.30
e 15.00 --18.00 chiuso il lunedì e il martedì
ingresso
intero € 3,00 ridotto € 2,50
servizi
materiale illustrativo, postazioni multimediali, visite guidate su
prenotazione
Museo civico lanuvino Lanuvio
Il museo,
uno dei primi della provincia di Roma a essere inaugurato (1913),
è stato recentemente riallestito nella sua sede originaria,
restaurata dopo essere stata distrutta in seguito agli eventi
bellici dell'ultimo conflitto mondiale. Gli attuali spazi
espositivi, corredati da pannelli esplicativi sui reperti e i
monumenti più significativi dell'antica Lanuvium, ospitano
una sezione preromana e romana, una sezione epigrafica e una
sezione sulla storia medievale e contemporanea di Lanuvio. Oltre a
una consistente collezione archeologica, comprendente fra l'altro
materiali provenienti dal Santuario di Giunone Sospita e dalla
Tomba del guerriero, sono esposte anche una serie di fotografie che
documentano le due campagne di scavo del 1884-1892 e del 1914-1915.
All'interno del museo sono inoltre visibili i resti delle
fondazioni del balineum dell'antica Lanuvium. È in fase di
realizzazione una sezione dedicata alla vita quotidiana
nell'antichità; nel corso dei lavori si è giunti al
ritrovamento di altre strutture di età romana, poi inglobate
nelle fondazioni ottocentesche del palazzo del Comune.
da segnalare
Splendido affresco di età augustea Frammenti marmorei del
gruppo di Licinio Murena, del I sec. a.C. Parapetto marmoreo
raffigurante un grifone alato proveniente dal teatro, di età
antonina Lastre architettoniche e votivi dal Santuario di Giunone
Sospita, di età arcaica ed ellenistica Kylix recante incisa
la seconda parte del più antico alfabetario latino piazza
della Maddalena 16 tel. 06 93789237 fax 06 93789229
apertura
10.00 --13.00 e 16.00 --19.00
invernale
15.00 --18.00 lunedì solo su prenotazione per gruppi
martedì chiuso
ingresso
gratuito
servizi
accesso e percorsi facilitati per disabili, materiale informativo e
pubblicazioni scientifiche, archivio fotografico, attività
scientifiche
Polo scientifico museale - Museo del fiume
Nazzano
Il Polo Scientifico Museale di Nazzano
è stato inaugurato nel mese di ottobre 2000. Occupa parte
del complesso della Rocca, formato dal castello duecentesco dei
Savelli con aggiunte e annessi quattrocenteschi. È
strutturato come luogo di divulgazione scientifica, in cui
raccogliere e rielaborare le ricerche svolte all'interno della
Riserva naturale Tevere-Farfa e tutte le informazioni
sull'ecosistema fluviale della media valle del Tevere, che
testimoniano la complessa interazione tra insediamenti umani e
sistema naturale: il particolare habitat della riserva ha infatti
avuto origine da un'opera di sbarramento del Tevere realizzata
dall'Enel negli anni Cinquanta. Il Museo del fiume permette al
visitatore di percepire in modo attivo la complessità
dell'ecosistema fluviale nei suoi aspetti naturalistici e
storico-antropologici attraverso un moderno allestimento con
attraenti accorgimenti didattici. Fa parte del Sistema museale
territoriale della media valle del Tevere.
da segnalare
Modelli di navi romane Sala delle grotte, con materiali
paleontologici Collezione ornitologica di specie rappresentative
dell'ambiente fluvio-lacustre
Acquari e diorami Vetrine con giochi didattici
via Mazzini 4 tel. 0765 332002/335 6880515 fax 0765 332710 www.valletiberina.it museodelfiume@libero.it
museo_del_fiume.dir@libero.it
apertura
invernale
martedì, giovedì, sabato e domenica 9.00
--15.00
estiva
lunedì 8.00 --15.00, sabato 9.00 --17.00, domenica 9.00
--18.00 nei giorni feriali su prenotazione per gruppi superiori
alle 20 unità
ingresso
€ 1,00
servizi
postazioni multimediali, microscopi, filmati, visite guidate su
prenotazione
Museo civico di Santa Marinella Santa Severa (Santa
Marinella)
A dodici anni dalla sua prima istituzione
come Antiquarium Navale, avvenuta nel 1993, il Museo civico di
Santa Marinella, situato nel Castello di Santa Severa sul luogo
dell'antica Pyrgi, si presenta al pubblico in una veste
completamente rinnovata e arricchita sul piano degli spazi
espositivi, dell'allestimento e dei contenuti. Il 10 settembre 2005
la struttura è stata inaugurata alla presenza di numerose
autorità politiche, scientifiche e culturali. Sette nuove
sale ospitano oltre cento reperti distribuiti lungo un percorso
espositivo e didattico che introduce il visitatore al tema
dell'archeologia subacquea e della navigazione antica, illustrando
diversi aspetti interessanti della "vita sul mare e per il mare".
Il museo è destinato a conservare e valorizzare le
testimonianze archeologiche provenienti dai fondali del litorale
cerite compreso tra Alsium e Centumcellae, con particolare
riferimento al porto di Pyrgi. La struttura museale --realizzata in
collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per il Lazio, La
Regione Lazio e la Provincia di Roma, con un taglio decisamente
didattico --permette di avvicinarsi con semplicità al mondo
degli antichi marinai tramite suggestive ricostruzioni al vero di
ambienti e strumentazioni, frutto del paziente lavoro di ricerca
del Centro Studi Marittimi del museo, in collaborazione con
specialisti italiani dell'Università di Roma Tre, del DRASSM
di Marsiglia e del Centro Camille-Jiullian dell'Università
di Aix En Provence. Il risultato è la creazione di un "Museo
del mare e della navigazione antica" molto particolare,
indubbiamente atto a stimolare l'interesse e la curiosità
verso il mondo della nautica del Mediterraneo antico. Una formula
innovativa di gestione pubblico-privata consente il buon
funzionamento dei servizi didattici e culturali collegati al museo,
con numerose attività didattiche e di formazione rivolte al
mondo della scuola e dell'associazionismo culturale. La struttura,
nuovo punto di riferimento scientifico e culturale nel territorio
del litorale nord di Roma, ospita al primo piano gli uffici, la
biblioteca, i depositi, il laboratorio di restauro, la sala di
riunione e i laboratori didattici; al piano terra, con ingresso dal
Centro visite del castello, si sviluppa invece il percorso
espositivo. L'itinerario di visita ha inizio con la sezione "Pyrgi
e il Castello di Santa Severa", un percorso che permette di
scoprire la storia di uno dei più antichi porti del Tirreno,
importante luogo di culto e città etrusca, poi fortezza
romana, castello e borgo medievale. Il Museo ospita anche la sede
dell'Associazione intercomunale per il progetto del sistema cerite,
il Centro studi marittimi, il Gruppo archeologico del territorio
cerite, i servizi didattici e culturali promossi dalla
società Archeodromo.
da segnalare
Ricostruzione in scala reale della stiva di una nave romana da
trasporto in navigazione Reperti provenienti dai fondali del porto
dell'antica Pyrgi Castello di Santa Severa ss 1 Aurelia, km 58
telefax direzione 0766 570077 centro visite 0766 570209 www.museosantasevera.org
muspyrgi@tiscali.it
apertura
invernale
9.00 --17.00
estiva
9.00 --18.00 chiuso il lunedì
ingresso
€ 2,50
servizi
punto vendita con materiale illustrativo plurilingue e
pubblicazioni a stampa, artigianato e oggettistica; visite guidate
su richiesta, laboratori didattici; attività divulgative;
attività di ricerca di archeologia subacquea e navale
Museo archeologico comunale Segni
Il museo
è ospitato all'interno dell'antico Palazzo comunale,
costruito alla metà del XIII secolo e posto nel cuore del
centro storico di Segni. La sua destinazione a spazio espositivo
risale alla metà degli anni Ottanta, periodo in cui si
avviò un programma di ricerca che portò a una vera e
propria riscoperta della Segni antica, con l'individuazione e la
valorizzazione di numerosi complessi archeologici della
città romana. Il museo venne aperto al pubblico per la prima
volta nel marzo del 2001, con un allestimento volto a rendere
comprensibile il significato di questi complessi nel loro
originario contesto urbanistico e architettonico; dopo una prima
sala dove erano sintetizzate le ragioni geografiche, il divenire
storico e le fasi preurbane della città, seguivano le
sezioni dedicate ai principali temi urbanistici e architettonici,
destinati a divenire all'esterno del museo altrettanti percorsi di
visita: l'urbanistica della città romana e le sue mura, la
piazza del foro, il grande complesso dell'acropoli, le tecnologie e
le strutture destinate all'uso dell'acqua. Il recente ampliamento
della struttura museale, che oggi copre una superficie di circa 400
mq, ha recepito nel percorso espositivo le novità scaturite
dalla ricerca degli ultimi anni, pur mantenendo lo stesso criterio
espositivo. Per l'area urbana, una nuova sezione è dedicata
al complesso ellenistico di Santa Lucia; poi le testimonianze
archeologiche dell'immediato suburbio e del territorio circostante
la città antica, con gli importanti complessi di Tre Acacie
e Colle Noce. Un settore è infine dedicato alla
presentazione delle principali testimonianze archeologiche,
storiche e architettoniche della città in epoca
altomedievale e nel duecento.
da segnalare
Gruppi scultorei tardo-repubblicani e di prima età imperiale
dall'area del Foro e dal suburbio Terrecotte architettoniche dal
Tempio di Giunone Moneta sull'acropoli (V e II sec. a.C.) Materiali
votivi dal Tempio di Giunone Moneta sull'acropoli (IV-III sec. a.C)
Vetri di età imperiale dalla villa romana di Tre Acacie
Iscrizioni tardo-repubblicane dall'area del Tempio d'Ercole
Decorazione architettoniche altomedievali dall'area del castrum e
dalla cattedrale medievale Iscrizione dei maestri 'Cosmati' Lorenzo
e Jacopo (fine XII secolo) dalla cattedrale via Lauri 1 telefax 06
97260072 www.museosegni.it
museo@comune.segni.rm.it
apertura
martedì e giovedì 9.00 --14.00 e 15.00 --19.00
sabato, domenica e festivi 10.30 --13.00 e 15.30 - 19.00 aperture
straordinarie (anche serali) su prenotazione
ingresso
intero € 2,58 ridotto € 1,55
servizi
accesso ai disabili; punto vendita con materiale illustrativo,
guide e dvd sulla città di Segni, cdrom educativo,
pubblicazioni a stampa e oggettistica; attività didattiche e
promozionali, attività scientifiche; visite guidate anche
alle aree archeologiche della città
Museo civico "Oreste Nardini" Velletri
Il museo è ospitato nel cinquecentesco Palazzo comunale.
Presenta due itinerari espositivi: nell'ala ovest del Museo
è esposta la collezione archeologica mentre nell'ala est
è stato recentemente inaugurato l'itinerario di
geopaleontologia e preistoria dei Colli albani. L'itinerario
archeologico espone, secondo un ordinamento cronologico e tematico,
circa quattrocento opere e si articola su due piani, documentando
la storia del territorio veliterno dall'epoca protostorica all'Alto
medioevo. I due piani del museo, il pianterreno e la zona
soppalcata, rappresentano idealmente i due piani dell'esistenza
umana: al piano terra sono affrontate, in sette sezioni, tematiche
legate alla vita quotidiana (insediamenti umani, modi di produzione
e forme di sussistenza), mentre nei tre ambienti del piano
soppalcato emergono temi connessi alla sfera spirituale (riti
funerari, architettura e iconografia sacra). Il secondo percorso,
in cinque sezioni, illustra invece la nascita, l'evoluzione e il
popolamento dei Colli Albani e si propone come un emozionante
viaggio nel passato più remoto di questo territorio. Il
percorso è articolato in cinque sezioni (geologia,
paleontologia, antropologia, preistoria e protostoria) distribuite
anch'esse su due piani e, oltre a una selezione di fossili,
minerali e reperti archeologici provenienti dai più
importanti siti preistorici del
territorio, presenta anche una serie di ricostruzioni, filmati e
scenografiche ambientazioni che puntano al coinvolgimento emotivo
del visitatore. Oltre a pannelli didattici bilingui, è
presente un percorso parallelo per i più piccoli, costituito
da pannelli posizionati ad altezza di bambino, in cui lo stesso
vulcano fa da guida e mascotte, raccontando attraverso immagini
colorate e con un linguaggio semplice e divertente i contenuti del
percorso.
da segnalare
Sarcofago delle fatiche di Ercole, del II sec. d.C.Lastra
dell'Orante, con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, del IV sec.
d.C.Lastre volsche, terrecotte
architettoniche del cosiddetto tempio volsco, del VI sec.
a.C.
via G. Mameli 6 tel. 06 96158268 telefax 06 96158239 www.comune.velletri.rm.it
museo.civico@comune.velletri.rm.it
apertura
9.00 --13.00 e 15.00 --19.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero € 4.00 ridotto € 3,00
servizi
accesso ai disabili; materiale illustrativo e pubblicazioni
divulgative e scientifiche; laboratorio di restauro, sala
conferenze, biblioteca, ufficio
tecnico e area didattica esterna; attività didattiche,
culturali e scientifiche
Velletri - Museo civico "Oreste Nardini"
Museo archeologico Priverno
Il museo,
inaugurato nel 1996, è ubicato in pieno centro storico nel
Palazzo del Vescovado ed è dedicato alla Privernum romana,
colonia del tardo II secolo a.C. fondata nel cuore della valle
dell'Amaseno. Il museo ne racconta la storia attraverso un percorso
che si snoda in dodici sale dove i reperti dell'antica città
e del suo territorio, dall'età protostorica al pieno impero,
sono accompagnati da un efficace supporto didattico, arricchito di
foto e ricostruzioni che offrono un'immagine di monumenti, case e
edifici inseriti in spaccati di vita quotidiana. L'allestimento
è stato più volte rinnovato per accogliere i nuovi e
importanti rinvenimenti provenienti dagli scavi di Privernum ed
è ora previsto il suo spostamento nel prestigioso palazzo
Valeriani Guarini, ubicato nella piazza del Comune. Il museo
è strettamente collegato con l'Area archeologica Privernum,
riconosciuta come museo all'aperto, dove si conservano
testimonianze della vita della città dal II sec. a.C. al
XIII d.C. (mura, domus, terme, teatro, piazza porticata e resti
dell'insediamento altomedievale). I poli museali di Priverno sono
organizzati in un Sistema museale urbano (Museo archeologico, Area
archeologica, Museo medievale e Museo per la matematica) e fanno
parte del Sistema museale territoriale dei Monti Lepini.
da segnalare
Corredo del bronzo medio di cultura laziale Mosaici repubblicani,
fra cui un emblema policromo con complessa raffigurazione del
"Ratto di Ganimede" e un pavimento policromo a cassettonato
prospettico impreziosito da una lunga soglia decorata con un
paesaggio egiziano, dove architetture fanno da sfondo al fiume Nilo
popolato da pesci, anatre e coccodrilli che contornano vignette
animate da Pigmei Apparato architettonico (capitelli figurati,
colonne in marmi policromi, trabeazioni) e scultoreo (statue di
Afrodite/Fortuna, di Diana, di Ercole e di Dioniso, statua intera
dell'imperatore Claudio, ritratti pubblici e privati) proveniente
dalla piazza e dal teatro Frammenti dei Fasti Privernati e numerosi
oggetti di vita quotidiana, in particolare ceramiche da cucina
e
da mensa di età imperiale
Palazzo del Vescovado, piazza Tacconi telefax 0773 905065 www.musarchpriverno.it musarchpriverno@libero.it
apertura
invernale
9.00 --13.00 martedì-venerdì
9.00 --13.00 e 15.00 --18.00 sabato, domenica e festivi
estiva
16.00 - 20.00 martedì-venerdì
10.00 - 13.00 e 16.00 - 20.00 sabato, domenica e festivi
ingresso
intero: €3,80 ridotto €2,70 2 musei del Sistema: intero
€5,30 3 musei del Sistema: intero €6,50 4 musei del
Sistema: intero €7,50 ridotto €3,80
ridotto €4.80 ridotto €5,70
informazioni e prenotazioni
0773 911087 (9.00 --13.00 dal martedì al venerdì)
www.sistemamusealepriverno.it
servizi
guide audio plurilingue; su prenotazione: visite guidate, progetti
didattici, attività pratiche nel laboratorio Un'officina per
l'archeologia, archeologia sperimentale all'area archeologica,
campi-scuola; punto vendita con materiale informativo e
pubblicazioni a stampa, souvenir, artigianato locale
EtnoMuseo dei Monti Lepini
Roccagorga
Allestito nel Palazzo baronale del XVI
secolo, il museo si propone di ricostruire l'identità della
comunità locale, evidenziando i cambiamenti dello stile di
vita nel corso del Novecento. Con accorgimenti allestitivi
originali e stimolanti --che comprendono musica e voci, esposizione
di oggetti della cultura popolare e postazioni informatiche
--vengono proposte suggestioni e riflessioni su diversi temi e
aspetti della cultura dei Rocchigiani e della vita tradizionale
delle comunità lepine. Al centro dell'attenzione è
sempre il rapporto tra gli oggetti e le storie di vita, sfidando la
banalizzazione della cultura popolare che emerge a volte nei musei
del folklore. Fa parte del Sistema museale territoriale dei Monti
Lepini.
da segnalare
La stanza "Pasqua Rossa", dove viene evocato un fatto storico
mediante l'illuminazione di settori della stanza e di voci narranti
fuori campo La sala detta "Garage Cultura", omaggio a un luogo
mostrato come spazio creativo e della memoria familiare La
raffigurazione, attraverso 400 quadretti appesi sui muri, di
altrettanti soprannomi in uso nel paese
Palazzo baronale, piazza Risorgimento 4 tel. 0773 958947/958867
www.etnomuseo.it info@etnomuseo.it
apertura
invernale
martedì 10.00 --13.00 martedì e venerdì
10.00 --13.00 e 15.00 --18.00 giovedì, sabato e
domenica
estiva
16.00 --20.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero € 2,58 ridotto € 1,55
servizi
materiale illustrativo, visite guidate su prenotazione; corsi,
laboratori e attività didattiche; attività di
ricerca; biblioteca, cineteca, fototeca e
archivio storico
Casa di Goethe Roma
Nella seconda metà del XVIII secolo l'appartamento al primo
piano del Palazzo Scala poi Bracci in via del Corso era abitato dai
signori Collina che vi gestivano una sorta di pensione per artisti.
Tra questi vi soggiornò per diverso tempo il pittore Johann
Heinrich Wilhelm Tischbein, che ospitò Johann Wolfgang von
Goethe dal 1786 al 1788. In questa casa, unita nell'Ottocento a
quella attigua, è stato allestito nel 1977 un museo dedicato
a Goethe. La mostra permanente che ricorda il celebre ospite occupa
uno spazio di 600 mq diviso in otto ambienti espositivi. Temi
centrali sono il viaggio di Goethe in
Italia e la profonda influenza che hanno esercitato sul poeta e
sulla sua opera i luoghi visitati, nonché la complessa e
articolata storia della ricezione
goethiana. La collezione del museo comprende manoscritti, lettere,
opere grafiche, disegni e dipinti.
da segnalare
Ritratto di Goethe, Andy Warhol (1982)Goethe in veste da casa,
Christian Daniel Rauch, statuetta in bronzo (1828)Goethe nella
campagna romana, Georgi Takev, copia del celebre quadro di
Tischbein del 1786-87Faust tenta di sedurre Gretchen, Eugène
Delacroix, litografia (1828)A l'Opéra: Madame Caron dans
Faust, Henri de Toulouse-Lautrec, litografia (1893)Faust, Emil
Nolde, litografia (1911) via del Corso 18 tel 06 32650412 www.casadigoethe.it
apertura
10.00 --18.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero € 4,00 ridotto € 3,00
servizi
materiale illustrativo, pubblicazioni plurilingue, visite guidate, biblioteca
Centrale Montemartini Roma
Il 31 ottobre 1997 è stato inaugurato un nuovo spazio
museale all'interno dell'ex Centrale elettrica Montemartini, il
primo impianto a conduzione pubblica che dal 1912 al 1960 ha
fornito energia per illuminare la città. La Centrale
rappresenta uno dei rari esempi di riconversione di un complesso
industriale in disuso: gli spazi dell'edificio, pur conservando i
macchinari originali come i due grandi motori diesel e le caldaie,
sono stati completamente ristrutturati per accogliere moltissime
sculture antiche dei Musei Capitolini, opere per lo più
rinvenute negli scavi realizzati alla fine dell'Ottocento
nell'ambito dei lavori per Roma Capitale nelle zone del Quirinale,
del Viminale e dell'Esquilino e in quelli degli anni Trenta del
Novecento, che interessarono la zona del
Campidoglio e dei Fori Imperiali fino al Teatro Marcello. In questo
nuovo allestimento è stato possibile esporre opere finora
mai esposte e ricostruire nelle enormi sale i complessi monumentali
antichi, ripercorrendo lo sviluppo della città
dall'età regia fino a quella tardo-imperiale. La grande
suggestione che deriva dall'accostamento dei reperti archeologici
con i macchinari e la struttura metallica della centrale, di
raffinato stile liberty, ha determinato il successo riscosso
dall'iniziativa, che, nata come mostra temporanea "Le macchine e
gli dei", è diventata uno spazio espositivo stabile.
da segnalare
Decorazione architettonica in terracotta dipinta del tempio arcaico
dell'area sacra del Foro Boario Fortuna huiusce diei, statua
colossale dall'area sacra di largo Argentina Musa seduta, statua
marmorea dal Teatro di Pompeo Complesso architettonico del Tempio
di Apollo Sosiano, il cui frontone ricostruito è decorato da
statue originali greche Agrippina Minore, statua in basanite Arredo
decorativo degli Horti Liciniani Grande mosaico con scene di
caccia, che pavimentava il portico di una villa imperiale scoperta
presso Santa Bibiana
via Ostiense 106 tel 06 5748030 fax 06 5754207 www.centralemontemartini.org
www.museiincomune.it
apertura
9.30 --19.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero €4,50 ridotto €2,50 Capitolini Card (biglietto
integrato Musei Capitolini e Centrale Montemartini valido 7 giorni)
intero €8,50 ridotto €6,50
informazioni e prenotazioni
06 82059127 (tutti i giorni 9.00 --19.30) www.ticketclic.it museo.centrale.montemartini@comune.roma.it
servizi
guida a stampa plurilingue, visite guidate su richiesta,
laboratorio didattico, aperture straordinarie su richiesta
Musei Capitolini Roma
Le raccolte dei Musei Capitolini sono ospitate nei due palazzi
storici, il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo, posti
sulla piazza del Campidoglio. Il progetto originario, dovuto a
Michelangelo e in parte modificato, fu realizzato in un lungo arco
di tempo, dal XVI alla prima metà del XVII secolo. Nel
Palazzo dei Conservatori vennero collocate, fin dal 1471, le
antiche statue in bronzo donate da papa Sisto IV al popolo romano
(la Lupa, lo Spinario, la testa di Costantino); tale atto
segnò la nascita delle raccolte capitoline costantemente
accresciute nei secoli successivi. Nel corso del XVI e nei primi
decenni del XVII secolo vennero decorate con affreschi e stucchi le
sale dell'Appartamento dei Conservatori, sede della magistratura
che amministrava la città di Roma, da cui il palazzo prende
il nome. Il palazzo fu ampliato nel XVIII secolo per accogliere al
secondo piano la Pinacoteca Capitolina, fondata da papa Benedetto
XIV nel 1750. Nel 1876 fu destinata a sede museale un'ala del
Palazzo dei Conservatori di più recente costruzione dove
vennero esposte le opere provenienti dai coevi scavi archeologici
in diversi quartieri della città: tale parte del museo
è attualmente in ristrutturazione e le opere sono esposte
nella Centrale Montemartini sulla via Ostiense. Il Palazzo Nuovo, i
cui ambienti mantengono tuttora in gran parte inalterato
l'ordinamento del XVIII secolo, ospita il Museo Capitolino,
importante raccolta di sculture inaugurata da papa Clemente XII nel
1734. Il complesso dei Musei Capitolini è stato
oggetto recentemente di importanti lavori di restauro e
ristrutturazione, in parte ancora in corso, che hanno compreso il
riallestimento della Pinacoteca - ordinata secondo le varie scuole
pittoriche - e delle collezioni di scultura antica, la riapertura
della galleria sotterranea di collegamento tra il Palazzo Nuovo e
il Palazzo dei Conservatori, nonché l'apertura al pubblico
della terrazza panoramica di Palazzo Caffarelli e delle strutture
del Tabularium sotto il Palazzo Senatorio, con i resti del Tempio
di Veiove. I visitatori possono quindi attualmente percorrere un
unico suggestivo itinerario di visita, articolato in diverse
sezioni, che valorizza il colle capitolino come centro del
patrimonio culturale della città.
da segnalare
Le opere di grande pregio e di particolare interesse sono
numerosissime e non possono essere tutte menzionate in questa sede.
Quanto segue è una stringata selezione: Scultura antica: il
Galata morente, la Venere Capitolina, i due Centauri in marmo
bigio, il Fauno in marmo rosso antico Il Mosaico delle Colombe
Bronzi di età ellenistica e romana: la Lupa, il Bruto
Capitolino, lo Spinario, la statua equestre di Marco Aurelio, la
testa colossale di Costantino La collezione di 165 busti di
imperatori romani e 79 busti di filosofi e poeti Tra gli affreschi
dell'Appartamento dei Conservatori particolarmente significativa
è la Sala degli Orazi e Curiazi, opera del Cavalier
d'Arpino, dipinta tra l'ultimo decennio del XVI e i primi del XVII
secolo La Pinacoteca
Capitolina raccoglie dipinti di varie scuole di arte italiana dal
XIV al XVIII secolo, tra cui il Battesimo di Cristo, di Tiziano, il
San Giovannino e la Buona Ventura di Caravaggio, la Santa
Petronilla di Guercino, un nucleo di dipinti di Guido Reni e di
Pietro da Cortona Da segnalare infine le porcellane della
collezioni Cini
piazza del Campidoglio 1 tel. 06 67102475 fax 06 6785488 www.museicapitolini.org
www.museiincomune.it
apertura
9.30 --20.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero €6,50 ridotto €4,50 Capitolini Card (biglietto
integrato Musei Capitolini e Centrale Montemartini valido 7 giorni)
intero €8,50 ridotto €6,50
informazioni e prenotazioni
06 82059127 (tutti i giorni 9.00 --19.30) www.ticketclic.it info.museicapitolini@comune.roma.it
servizi
guida a stampa plurilingue, guida audio, schede di sala, visite
guidate su richiesta, archivio fotografico, guardaroba
Museo civico di zoologia Roma
Il Museo
venne costituito alla fine del XVIII secolo con le prime collezioni
naturalistiche. Ulteriori arricchimenti si ebbero nei primi anni
dell'Ottocento, durante il pontificato di Pio VII (1800-1823),
sotto il quale venne istituita la cattedra di Storia Naturale e
Mineralogia. Sotto la direzione di Luigi Metaxà, a partire
dal 1853, e più tardi di Antonio Carruccio, il museo conobbe
il suo periodo di massimo impulso: venne redatto un catalogo, le
collezioni si incrementarono notevolmente e venne fondata la
Società Romana per gli Studi Zoologici, che pubblicò
anche un suo Bollettino fino al 1899. Dopo il 1914 il museo,
coinvolto nella generale crisi degli spazi attraversata
dall'Università, fu sottoposto a continue peregrinazioni.
Nel 1932, quando l'Università cedette in uso al
Governatorato di Roma le collezioni zoologiche, il museo si
trasferì nell'edificio di via Aldrovandi, a Villa Borghese,
dove si trova tuttora. Nelle raccolte, che ammontano a oltre
quattro milioni di pezzi, sono esposti esemplari di mammiferi,
uccelli, rettili, anfibi e pesci preparati a secco o in liquido e
montati in atteggiamento naturale. Molti sono gli esemplari
appartenenti a specie italiane estinte. Oltre alla sala dedicata
agli insetti, nella quale l'entomologia viene presentata in un
contesto evolutivo, ecologico e di diversità biologica, le
collezioni si sono recentemente arricchite delle sale dedicate alla
restituzione dell'ambiente del Paleolazio, delle Zone Umide e della
Barriera Corallina.
da segnalare
Collezioni della fauna della campagna romana Collezioni
ottocentesche di conchiglie da studio, di uccelli italiani e
importanti collezioni di insetti
Raccolta osteologica
via Ulisse Aldrovandi 18 tel. 06 67109270 fax 06 32650186 www.museodizoologia.it info.museo.zoologia@comune.roma.it
apertura
9.00 --17.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero € 4,50 ridotto € 2,50
servizi
materiale illustrativo e pubblicazioni didattiche, visite guidate e
laboratori didattici, biblioteca, servizi telematici
(Scienzaonline, Ecoagenda, Icca)
Museo d'arte contemporanea - MACRO Roma
Il MACRO --Museo d'arte contemporanea di Roma nasce dal riassetto
delle strutture capitoline deputate alla promozione dell'arte
contemporanea. È dotato di due sedi, la prima delle quali
è l'ex stabilimento industriale Peroni, progettato agli
inizi del Novecento da Gustavo Giovannoni, una delle poche
testimonianze di archeologia industriale nella capitale che fino al
1971 ha ospitato le attività produttive della Società
Birra Peroni. Nel 1999 è terminata la prima fase dei lavori
di ristrutturazione e conversione del sito, che ha visto il
recupero all'edificio principale composto da due corpi di fabbrica
paralleli collegati da una costruzione che corrisponde al prospetto
di ingresso. Il completamento dei lavori è stato assegnato
al progetto Territori Sensuali di Odile Decq, a seguito del
concorso internazionale indetto dal Comune di Roma nel 2000. Il suo
progetto è caratterizzato dall'intenzione di trovare un
equilibrio dinamico tra i volumi basato su un'idea di
instabilità creativa: in questo modo si è inteso
essere in sintonia con l'arte contemporanea e il suo carattere
sempre in movimento, in esplorazione di nuove strade. Per far
emergere dal contesto urbano circostante la struttura del Museo si
è puntato su un elemento di forte impatto visivo: il volume
vetrato dell'Artcafè sospeso sull'ingresso all'angolo tra
via Nizza e via Cagliari che, insieme ai giardini soprastanti posti
su più livelli, costituirà la nuova identità
della struttura; dal livello più alto dell'edificio
ristrutturato di via Reggio Emilia si potrà così
percepire la nuova porzione del Museo come un giardino panoramico
astratto, una piazza sospesa aperta a tutti. La seconda sede (Macro
Future) è dislocata in due padiglioni del complesso dell'ex
Mattatoio di Testaccio, realizzato non lontano dalla riva del
Tevere tra il 1888 e il 1891 su progetto dell'architetto Gioacchino
Ersoch e assegnati nel 2002 al MACRO per lo sviluppo e la
diffusione dell'arte contemporanea: essi costituiscono un
importante esempio storico dell'architettura industriale
monumentale e razionale della fine del secolo; le dimensioni e la
disposizione dello spazio li
rendono particolarmente adatti a presentare alcune delle più
rilevanti espressioni artistiche internazionali e nazionali che
oggi riconfigurano i "territori" della cultura visiva e della
contaminazione tra linguaggi differenti. Il complesso
dell'ex-Mattatoio è pertanto una vivace area per
manifestazioni culturali ed eventi artistici, luogo ideale per la
sperimentazione culturale.
da segnalare
Gli stabilimenti stessi, tra i pochi esempi a Roma --insieme alla
centrale Montemartini --di archeologia industriale funzionalmente
riconvertiti a spazio
espositivo
via Reggio Emilia 54 piazza Orazio Giustiniani 4 (Macro Future) 06
671070400 www.macro.roma.museum www.museiincomune.it macro@comune.roma.it
apertura
9.00 --19.00, festività 10 --14 (sede principale)
16.00 --24.00 (Macro Future) chiuso il lunedì
ingresso
€1,00 (sede principale, tariffa provvisoria fino al
completamento deilavori)ingresso libero (Macro Future, tariffa
provvisoria fino al completamentodei
lavori)
servizi
postazioni multimediali, visite guidate plurilingue,
attività didattica e laboratori, biblioteca-mediateca,
centro ricerca sulle arti visive
Musei di Villa Torlonia Roma
Il parco di Villa Torlonia ospita due musei, il Casino Nobile e la
Casina delle Civette, nonché una sede di mostre temporanee e
archivio, il Casino dei Principi. Il Casino Nobile deve il suo
aspetto all'intervento di Giuseppe Valadier, intorno al 1802,
quindi, tra il 1835-40 a Giovan Battista Caretti che aggiunse il
maestoso pronao della facciata. Molti pittori lavorarono alla sua
decorazione, quali Podesti e Coghetti, oltre a scultori e
stuccatori della scuola di Thorvaldsen e Canova. Quando dal 1925 al
1943 la Villa fu affittata a Benito Mussolini, nel piano interrato
furono realizzati un rifugio antigas e un bunker antiaereo,
visitabili su prenotazione. L'edificio restaurato ospita nei due
piani di rappresentanza il Museo della Villa, con sculture e
arredi
d'epoca. Al secondo piano è il Museo della Scuola Romana,
con dipinti, sculture e disegni degli artisti di quella corrente.
L'attiguo Casino dei Principi, dove è consultabile il
ricchissimo Archivio della Scuola Romana, ospita periodicamente
mostre temporanee. La Casina delle Civette spicca per la sua
originalità. Ideata nel 1839 dall'architetto Giuseppe
Jappelli come Capanna Svizzera, fu trasformata agli inizi Novecento
in eclettico villino, residenza del principe Torlonia. Il suo nome
è legato al ricorrere di elementi decorativi ispirati al
tema della civetta. Le numerose vetrate policrome presenti sono
state realizzate in gran parte da Cesare Picchiarini tra il 1910 e
il 1925, su disegni di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi,
Vittorio Grassi e Paolo Paschetto. Dall'apertura al pubblico come
spazio museale, nel 1997, la collezione originaria della Casina
è stata arricchita con vetrate degli stessi autori e con
disegni, bozzetti e cartoni preparatori.
da segnalare
nel Casino Nobile: Sculture provenienti dalla collezione di
Bartolomeo Cavaceppi Tre rilievi in stucco di Antonio Canova
scomparsi dal Palazzo e rinvenuti nei sotterranei del Teatro Mobili
della camera da letto del principe Torlonia, poi utilizzati da
Benito Mussolini Frontone in marmo proveniente dalla tomba di
Claudia Semne, sull'Appia Antica nella Casina delle Civette: I
Pavoni, vetrata, Umberto Bottazzi Le civette, vetrata, Duilio
Cambellotti Uccelli migratori, vetrate, Duilio Cambellotti Rose e
farfalle, vetrate, Paolo Paschetto Bozzetti del Laboratorio
Picchiarini Le quattro stagioni, vetrate d'arte Giuliani. via
Nomentana 70 tel. 06 82059127 www.museivillatorlonia.it
www.museiincomune.it
apertura
9.00 --19.00 (dall'ultima domenica di marzo al 30 settembre)
9.00 --17.30 (dal 1 marzo all'ultimo sabato di marzo e dal 1
ottobre all'ultimo sabato di ottobre)
9.00 --16.30 (dall'ultima domenica di ottobre al 28 febbraio)
chiuso il lunedì
ingresso
Casina delle Civette intero €3,00 ridotto €1,50
Casino Nobile intero €4,50 ridotto €2,50
Cumulativo Musei di Villa Torlonia intero €6,50 ridotto
€3,00
informazioni e prenotazioni
06 82059127 (tutti i giorni 9.00 --19.30) www.ticketclic.it villeparchistorici@comune.roma.it
servizi
Il bunker e la sala ipogea sono visitabili esclusivamente con
visita didattica, a pagamento e su prenotazione; visite al
complesso per gruppi in italiano, inglese, francese, a pagamento e
su prenotazione; visite didattiche e laboratori per le scuole
gratuiti. Audioguida in italiano e inglese; libreria presso il
Casino Nobile
Museo di Roma in Trastevere Roma
Il Museo
di Roma in Trastevere ha sede nell'ex monastero di Sant'Egidio,
dove vissero le Carmelitane Scalze fino al 1870. Una volta
restaurato, nel 1976 l'edificio è divenuto sede del Museo
del Folklore e dei poeti romaneschi, dove si conservavano materiali
relativi alle tradizioni popolari romane provenienti dal Museo di
Roma e dal Gabinetto Comunale delle Stampe. Nel 2000 è stato
riaperto al pubblico con la denominazione di Museo di Roma in
Trastevere. La nuova ristrutturazione consente un uso più
rispondente alle attuali esigenze museografiche, prestandosi in
particolar modo all'organizzazione di mostre temporanee soprattutto
di fotografia, di spettacoli, convegni e concerti. La collezione
permanente del museo mostra gli aspetti salienti della vita
popolare romana della fine del Settecento e dell'Ottocento,
filtrata attraverso i gusti e i convincimenti degli artisti e dei
folkloristi che l'hanno rappresentata. I temi maggiormente presenti
nella collezione sono i costumi, le danze popolari, le feste laiche
e religiose, i mestieri. La collezione comprende in particolare una
raccolta di dipinti, stampe, disegni e acquerelli, tra cui una
selezione della famosa serie "Roma sparita" di Ettore Roesler Franz
(Roma 1845-1907); un presepe di ambientazione ottocentesca romana;
sei rappresentazioni veristiche d'ambiente, meglio conosciute come
Le scene romane, che riproducono a grandezza naturale aspetti della
vita popolare romana dell'Ottocento. Fanno parte della collezione
del museo i materiali appartenuti al grande poeta Trilussa (Roma
1871-1950) donati dopo la sua morte al comune di Roma e in parte
esposti nella videoinstallazione realizzata da Studio Azzurro
denominata La stanza di Trilussa.
da segnalare
Raccolta di acquerelli di Ettore Roesler Franz Scene carnevalesche,
Francesco Muccinelli Festa dei moccoletti, Ippolito Caffi Le scene
romane (rappresentazioni d'ambiente) La stanza di Trilussa,
videoinstallazione di Studio Azzurro. piazza Sant'Egidio 1b tel. 06
5816563 fax 06 5884165 www.museodiromaintrastevere.it
www.museiincomune.it
apertura
10.00 --20.00 chiuso il lunedì
ingresso
intero € 3,00 ridotto € 1,50
informazioni e prenotazioni
tel. 06 82059127 (tutti i giorni 9.00 --19.30) www.ticketclic.it museodiroma.trastevere@comune.roma.it
servizi
Centro di documentazione (prodotti multimediali e Sistema museale
demoetnoantropologico del Lazio --DEMOS)
Museo napoleonico Roma
Nel 1927 il conte
Giuseppe Primoli, figlio di Pietro e della principessa Carlotta
Bonaparte, donò alla città di Roma la sua collezione
di opere d'arte costituita da cimeli napoleonici e memorie
familiari. Nella collezione, ospitata al pianterreno del suo
palazzo ugualmente donato alla città, confluì nel
1925 anche quella del fratello Luigi. L'idea del cospicuo lascito
nacque non tanto dal desiderio di offrire una testimonianza della
grandezza imperiale della famiglia Bonaparte, quanto dalla
volontà di documentare gli intensi rapporti che legarono i
Bonaparte a Roma. Il conte Primoli si formò a Parigi, alla
corte di Napoleone III e, anche dopo la caduta dell'Impero, ebbe
modo di frequentare i salotti letterari delle zie Matilde Bonaparte
e Giulia di Roccagiovine, frequentati da Flaubert, Dumas, i
fratelli Goncourt. Colto, appassionato bibliofilo, abile fotografo,
il conte visse tra Roma e Parigi ed ebbe intensi rapporti con gli
ambienti artistici e letterari delle due città. Rappresenta
dunque un'interessante figura di intellettuale e collezionista che,
attraverso importanti donazioni familiari e sapienti acquisti sul
mercato antiquario, riuscì a offrire alla città di
Roma un raffinato esempio di casa-museo. L'ultima donazione
pervenuta al museo si deve a due diversi rami della famiglia
Borghese e consiste in preziosi abiti da corte. La sede espositiva
si sviluppa in quattordici sale del Palazzo Primoli, rinnovato nel
1904 dall'architetto Raffaele Ojetti, che ampliò l'antico
edificio cinquecentesco già appartenuto ai Gottifredi e
Filonardi con l'aggiunta di un corpo di fabbrica verso la piazza di
Ponte Umberto I.
da segnalare
Ritratto equestre di Napoleone a Wagram, Joseph Chabord, olio su
tela Letizia Ramolino Bonaparte in abito da corte, Robert Lefevre,
olio su tela Zenaide e Carlotta Bonaparte, Jacques-Louis David,
olio su tela Elisa Bonaparte, Lorenzo Bartolini, busto in marmo
Elisa Bonaparte Baciocchi con la figlia Napoleona Elisa,
François Gérard, olio su tela L'ex re d'Olanda Luigi
Bonaparte con il figlio Napoleone Luigi, Jean-Baptiste Wicar, olio
su tela Nécéssaires da viaggio di Biennais e di
Maire, in legno di mogano e intarsi in vermeil
piazza di ponte Umberto I 1 tel. 06 68806286 fax 06 6876331
www.museonapoleonico.it
www.museiincomune.it
apertura
9.00 --19.00 chiuso lunedì
ingresso
intero € 2,60 ridotto € 1,60
informazioni e prenotazioni
tel. 06 82059127 (tutti i giorni 9.00 --19.30) www.ticketclic.it napoleonico@comune.roma.it
Museo ebraico di Roma
Istituito nel 1960 dalla Comunità ebraica di Roma per
preservare l'eredità storica, culturale e artistica del
Ghetto, il Museo ebraico di Roma ha sede all'interno del complesso
monumentale della Sinagoga (Tempio maggiore), edificata dagli
architetti Vincenzo Costa e Osvaldo Armanni all'inizio del
Novecento in concomitanza con la soppressione delle "Cinque scole",
le antiche sedi di culto israelitiche: la Catalana, la Siciliana,
la Scuola Nuova, la Scuola del Tempio, la Castigliana. A seguito di
importanti lavori di ristrutturazione, il Museo ha inaugurato alla
fine del 2005 un nuovo allestimento che ha ampliato a 600 metri
quadrati l'area espositiva originaria; il percorso, che si dispiega
lungo sei sale espositive, racconta la storia degli ebrei romani,
le tradizioni religiose e il loro rapporto con la città: da
segnalare la Galleria dei marmi antichi, ove sono raccolti i marmi
risalenti ai secoli XVI-XIX, la Sala dei Tessuti, dove sono
custoditi i velluti rinascimentali decorati con fili d'oro, ricami
e merletti di età barocca, e la Sala dei Iudaei, dove si
trovano calchi di lapidi provenienti dalle catacombe di Roma e
dalla Sinagoga di Ostia antica e alcuni manoscritti medievali;
nella Sala delle Feste della Vita sono ospitati gli oggetti della
cultura ebraica legati alle più importanti feste dell'anno
(in particolare dello Shabbat), mentre nella Sala dei tesori delle
Cinque scole è possibile ammirare argenti, tessuti preziosi
e marmi policromi salvati dalla distruzione degli antichi
edifici.
da segnalare
Argenti, tessuti e pergamene databili tra il XVII e il XIX secolo
Collezione di calchi delle lapidi rinvenute nelle catacombe
ebraiche della città Galleria dei Marmi antichi (secoli
XVI-XIX) Seggi, fontane, aronot (armadi in cui sono custoditi i
rotoli della Legge) in marmi policromi Meilim (manti con cui si
rivestono i rotoli della Legge) Yadot (indicatori per la lettura
del rotolo della Legge a forma di manina chiusa con l'indice
proteso) Rimmonim (puntali in argento che ornano i rotoli del
Torà) Portaprofumi, bacili e brocche Manoscritti e testi di
preghiera lungotevere de' Cenci, 15 tel. 06 6840061 www.museoebraico.roma.it
apertura
domenica-giovedì 10.00 --17.00 (giugno-settembre 10.00
--19.00) venerdì 9.00 --14.00 (giugno-settembre 10.00
--16.00) chiuso sabato e festività ebraiche;
chiuso il pomeriggio nelle festività cattoliche
ingresso
€7,50 intero €3,00 ridotto
servizi
filmato Una stella sul Tevere. Gli ebrei a Roma dall'emancipazione
a oggi
Museo-Laboratorio della mente Roma
L'Ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà, la cui
storia lunga e complessa si intreccia con gli accadimenti
politico-sociali e urbanistici della città di Roma e
più in generale dell'Italia, è stato nei venti anni
precedenti alla sua definitiva chiusura, avvenuta nel 1999, un
formidabile laboratorio per la critica al modello manicomiale e per
la sperimentazione di una nuova cultura della salute mentale,
recepita nella Legge n. 180 del 1978. Con la realizzazione del
Museo-Laboratorio si avvera infine una parola d'ordine di chi in
questi anni ha lavorato alla chiusura dell'ospedale psichiatrico e
alla sua trasformazione: uscire dentro (la città), entrare
fuori (nell'ospedale psichiatrico). Si vuole così
sottolineare come la relazione fra cittadinanza e salute implichi
che ogni azione per la salute (e per la malattia) debba anche
essere azione per la cittadinanza. Il Museo-Laboratorio, gestito
dal Centro Studi e Ricerche dell'Azienda Sanitaria Locale Roma E,
offre l'opportunità di comprendere dalle sue origini la
storia dell'Ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà,
con precise testimonianze della vita di manicomio; propone inoltre
un complesso e integrato progetto di lettura del disagio psichico,
trasmettendo conoscenze con un equilibrio tra spazi espositivi e
laboratori. Il percorso museale, suddiviso in un'area
storico-scientifica e un laboratorio,
è incentrato su due topiche essenziali: Processi di
rielaborazione della mente e Processi di distorsione della mente.
Per la funzione di servizio che il Museo ha scelto di svolgere nel
campo della promozione della salute saranno altresì
realizzati i percorsi espositivi "Mente, Persona, Cultura";
"Salute, Malattia e Cura: frontiere delle neuroscienze";
"Territori: informazioni sui luoghi, programmi e attività
connessi alla salute mentale in Italia e nel Mondo". Il percorso
comprende anche la visita alla Farmacia antica, alla Biblioteca
Alberto Cencelli, all'Archivio storico e al parco.
da segnalare opere realizzate per i laboratori Allinea le linee,
Falso movimento, Assurdità e Paradossi, Ambigue presenze,
Diversità inesistenti, La camera di Ames ASL Roma E piazza
S. Maria della Pietà 5, pad. 6 tel. 06 68352927-2857 fax 06
68352923 www.museodellamente.it
apertura
attualmente solo su prenotazione
ingresso
gratuito
informazioni e prenotazioni segreteria del Museo
(lunedì-venerdì 9.00 --12.30) info@museodellamente.it
museo.mente@asl-rme.it
servizi
accesso consentito ai portatori di handicap, guardaroba,
laboratori; Centro studi e ricerche della ASL Roma E, Archivio
storico, Biblioteca "Alberto
Cencelli" (con fondo antico dei secoli XVI-XVIII e fondo
moderno)

