Con il recupero dell’edificio postale del Comune di Sabaudia, coraggiosa opera dell’architetto Mazzoni, la Regione Lazio, insieme al Comune di Sabaudia, oltre a compiere una doverosa azione di salvaguardia e restauro, ha idealmente tracciato, un possibile percorso di valorizzazione sul territorio pontino. x
Questo progetto attiva infatti un virtuoso sistema che dalla conservazione di un edificio storico di gran valore, restituisce alla collettività il manufatto dotandolo di una nuova funzione. La destinazione a luogo di cultura, incontro e proposta, utile ad un turismo di qualità nella città di Sabaudia, conferisce alla città prospettive nuove e coinvolgenti sia per il visitatore che per i residenti, in particolar modo rispetto ai giovani ai quali fornire riferimenti culturali e strutture per lo studio.
Di particolare interesse l’ideale continuità che la Regione Lazio sta attuando collegando l’edificio postale di Sabaudia con l’ex GIL di Trastevere, entrambi strutture di alto pregio degli anni trenta restaurate con rigore filologico dall’Assessorato Cultura e potenziali poli collegati sul tracciato città-territorio.
Ad Aprile 2011 è stato inaugurato l’edificio a lavori
ultimati ed è destinato a diventare il cuore delle
iniziative culturali di Sabaudia. Alle attività di studio e
di conservazione della memoria storica della città, il
Centro “Angiolo Mazzoni” somma le funzioni di
principale luogo di produzione di cultura: sia eventi consolidati
– come il Premio letterario – sia nuove proposte, come
mostre, concerti, presentazioni di libri, convegni. Il Centro si
offre a fare da raccordo di una serie di realtà messe a
sistema, dal Museo Emilio Greco alla Villa di Domiziano, dal Museo
Civico del mare e della costa allo stesso Premio letterario; ma
anche da punto di incontro fra l’istituzione comunale e una
utenza fatta di ricercatori, studenti, cittadini, turisti,
accomunati dagli interessi culturali e dall’amore per la
bellezza di un territorio interamente inserito nel Parco nazionale
del Circeo
Le nuove funzionalità si sono conseguite nel pieno
rispetto delle caratteristiche architettoniche originali della ex
“Ricevitoria” postale, a partire dal recupero del
cromatismo delle superfici esterne, basato sul contrasto fra il
rosso cupo dei marmi, i chiari intonaci e il cangiante azzurro
“Savoia” dei mosaici. Un recupero filologico che ha
riportato la struttura agli antichi e originari splendori.

