Accanto a Beni Culturali di più semplice e facile
comprensione, l'Assessorato alla Cultura della Regione Lazio fin
dal 1989, ha deciso di inserire il censimento anche dei diritti
civici e delle proprietà collettive, osservando che essi
permettono di ricostruire la storia delle popolazioni laziali in
quelle parti di territorio che, non interessate dai grandi eventi,
non possono che raccontare la storia della povera gente, di cui gli
"usi" sono grandi testimoni.
Un'operazione di estrema raffinatezza culturale e la ricerca della
soluzione di un problema che non si erano mai posto né altre
Regioni, né lo stesso Ministero dei Beni Culturali
nell'ampia attività di catalogazione che conduce attraverso
l' I.C.C.D.
Il Progetto (curato dall'arch. Caterina Zannella), anche
se specificatamente applicato al territorio regionale del Lazio
è comunque metodologicamente esportabile per intero a tutte
le Regioni appartenenti all'Ex-Stato Preunitario Pontificio e,
parzialmente, anche alle altre Regioni Italiane.
Non a caso quando è stato presentato per il Settore Beni
Culturali a Regionando 2001 - premio organizzato dal Forum P. I. e
dalla Conferenza Regioni e Province Autonome - il progetto è
stato riconosciuto meritevole di particolare menzione, e inserito
tra quelli innovativi della Pubblica Amministrazione.
La finalità primaria posta dall'Assessorato alla Cultura
è stata quella di offrire un servizio di conoscenza
documentaria a supporto delle Amministrazioni locali regionali,
raggiunta inizialmente con la creazione di un Archivio cartaceo,
consolidata con la pubblicazione per intero di alcuni fondi
documentari e raggiunta definitivamente, attraverso la creazione di
una Banca Dati accessibile da Internet, che consente un continuo
aggiornamento delle documentazioni attraverso ricerche
costantemente

