Ville e Palazzi Storici

La storia dell’uomo nei suoi insediamenti si è concretizzata in edifici di disparata qualità architettonica e artistica che hanno costellato il territorio segnato dagli attuali confini della Regione Lazio.

Il passato millenario ha perpetuato nel corso dei secoli, privilegiandoli, alcuni edifici e contrade che sono stati e saranno luogo di visita di viaggiatori e turisti, poiché rappresentano elementi di un percorso storico visualizzato nelle forme che colpiscono la sensibilità e l’occhio del viaggiatore, e sono divenuti famosi per quanto tramandato da scrittori, in veste di turisti. I percorsi sono contestualizzati soprattutto nelle due direttrici viarie: da Firenze a Roma, da Roma a Napoli.

Seguendo un tracciato da settentrione, il borgo di Caprarola, si presenta con la villa corredata di giardino, commissionata dal pontefice Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) per il nipote Alessandro Farnese tra il 1547 e il 1559, e realizzata su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, da Giacomo della Porta detto il Vignola, e dipinta con la collaborazione di pittori coadiuvati da maestranze, da Antonio Tempesta, per rappresentare mappe e cosmografie, a Taddeo e Federico Zuccari per gli affreschi della Sala dei Fasti narrazione celebrativa della famiglia Farnese.

Il tracciato viario per chi si allontana da Roma, svela a Frascati la Villa Aldobrandini denominata Villa Belvedere, edificata dal cardinale Pietro Aldobrandini, nipote del pontefice Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini1592-1605), costruita da Giacomo della Porta ed affrescata dal Cavalier d’Arpino, con racconti tratti dai Libri della Bibbia. L’impianto idrico di alimentazione per le fontane fu realizzata dall’architetto Giovanni Fontana, mentre i giochi d’acqua nel giardino furono ideati da Orazio Olivieri che aveva creato il medesimo sistema idrico, per la Villa edificata nel 1549 dal Cardinale Ippolito d’Este a Tivoli al quale venne affidato il governatorato della città dal pontefice Giulio III; oltre il giardino e le fontane l’edificio conserva ancora dipinti eseguiti da Taddeo e Federico Zuccari e Girolamo Muziano.

Nel tragitto viario che si snoda verso il meridione della penisola, si evidenzia un linguaggio architettonico medioevale ad Anagni nel Palazzo commissionato da Gregorio IX, nato Ugolino dei Conti di Segni, acquisito dalla famiglia Cajetani, divenne residenza di Benedetto Cajetani, il quale eletto pontefice, prese il nome di Bonifacio VIII (Benedetto Cajetani1294-1303); gli elementi architettonici definiscono l’impianto del palazzo urbano duecentesco, dalle finestre a bifora, al loggiato costituito da due archi alle alte arcate poste nella fronte posteriore. La presenza di possedimenti Cajetani nel Lazio meridionale, si riflette nella città di Ninfa, feudo della famiglia Frangipane, che venne acquistata nel 1298 per la somma di 200.000 fiorini dal nipote di Bonifacio VIII, il Cardinale Pietro Cajetani. Il borgo è circondato da un ‘giardino di delizie’, per l’oculata scelta delle piante ed ha acquisito nell’abbandono, il fascino delle vestigia di ruskiniana memoria, nella misteriosa bellezza che lega il rudere alla vegetazione.

Nell’ inoltrarsi verso la costa nella città di Anzio, nel cuore del borgo è ubicato il Palazzo Colonna, dotato di torre a beccatelli, di orologio e dello scudo araldico di Marcantonio Colonna databile al 1569. Lungo la costa, a Terracina il pontefice Pio VI (Giovanni Angelo Brachi 1775-1799) nel contesto progettuale di bonifica delle paludi Pontine, per ridonare vita e prosperità oltre all’area paludosa, al centro urbano di Terracina, fece costruire il palazzo Braschi terminato nel 1785: la facciata si sviluppa dagli archi di sostruzione, con un parapetto a loggia, il primo piano è dotato di finestre caratterizzate da timpani triangolari e da un loggiato, mentre al secondo piano le finestre sono articolate a timpani piatti, si conclude con una altana a mensole.

 

Scheda a cura di Marina Carta