La Regione Lazio effettua campagne di catalogazione dei beni culturali archeologici, architettonici, storico-artistici e demoetnoantropologici sul territorio tramite il Centro Regionale di Documentazione dei beni culturali e ambientali (CRD), riorganizzato con L.R. 31/1991, che si avvale di funzionari dotati di profilo specialistico nelle diverse aree disciplinari e di collaboratori professionali afferenti alle Graduatorie dei catalogatori esterni.
L’attività di catalogazione viene condotta in base all’ Accordo tra il Ministero per i beni e le attività culturali e le regioni per la catalogazione dei beni culturali e ambientali (2001), che, nel sancire la condivisione della materia fra lo Stato e le Regioni e nello stabilire una serie di impegni reciproci, afferma che: “la catalogazione costituisce lo strumento conoscitivo basilare per il corretto ed efficace espletamento delle funzioni legate alla gestione del territorio”.
In attuazione dell’Accordo la Regione Lazio ha siglato, nel 2007, uno specifico Protocollo d’intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Lazio per la catalogazione dei beni culturali.
L’attività di
catalogazione del CRD si basa su ricognizioni, rilevazioni,
realizzazione di documentazioni territoriali, di campagne
fotografiche e di riprese audio-visive e sulla conseguente
compilazione di schede di catalogo, secondo i vari modelli emanati
all’ICCD per le diverse tipologie di beni culturali:
A – Architettura, SU – Settore Urbano, PG –
Parchi e giardini, RA – Reperto archeologico, MA/CA –
Monumento archeologico/complesso archeologico, SI – Sito
archeologico, TMA – Tabella materiali archeologici, OA
– Opera e oggetto d’arte, S – Stampa, BDM - Beni
demoetnoantropologici materiali, BDI - Beni demoetnoantropologici
immateriali ; mentre per i beni naturalistici sono state
utilizzate schede proprie.
Il CRD inoltre collabora attivamente con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), per la revisione delle normative pre-esistenti e per le nuove normative di catalogazione; per quest’ultime, in particolare, ha curato la normativa della scheda BDI.
L’attività di catalogazione della Regione Lazio si inserisce nelle più generali linee programmatiche dell’Assessorato, a cui il CRD contribuisce fornendo dati e documentazioni di varia natura, anche multimediali, utili per le azioni connesse alla Valorizzazione del patrimonio culturale, secondo i piani annuali di attuazione della L.R. 31/91. I materiali derivati dall’attività di documentazione contribuiscono anche a implementare il portale Cultura Lazio.
Per l’informatizzazione delle schede di catalogo la Regione Lazio si avvale del Sistema Informativo Territoriale dei beni culturali e ambientali del CRD (SIT), attualmente in fase di ottimizzazione. Le copie cartacee delle schede, unite a tutte le documentazioni allegate non digitali o ancora non digitalizzate, sono conservate presso gli Archivi delle schede del CRD
Inoltre le documentazioni fotografiche, sonore e video cinematografiche realizzate nell’ambito della campagne di catalogazione sul territorio e poste a corredo delle schede di catalogo, o anche realizzate separatamente dalla catalogazione, opportunamente archiviate, costituiscono i materiali della Fototeca del CRD e della Mediateca audio-visiva del CRD.
A corredo delle attività di catalogazione è stato anche costituito un Archivio di Cartografia storica e di Cartografia moderna del CRD.
L’attività di catalogazione dei Musei di enti locali e di interesse locale nel Lazio è invece curata dall’Area Servizi Culturali, Ufficio Musei e archivi storici. In particolare le schede dei reperti archeologici sono consultabili nella Banca Dati IDRA
Scheda a cura di Roberta Tucci, con la collaborazione di Clarissa Belardelli, Marina Carta, Paola Guerrini, Fiorella Macchia, Susanna Salcini Trozzi, Silvana Vitagliano

