Strade del vino

Il Lazio offre a coloro che vogliono scoprirne e gustarne le infinite ricchezze, una serie di itinerari affascinanti attraverso le culture locali. La nostra Regione è infatti teatro di spettacoli naturalistici, storici, archeologici di grande interesse culturale. Ma non solo. E' anche il regno del gusto, dei sapori, dei profumi e delle seduzioni del palato e della gola, del convivio e delle tradizioni gastronomiche e enologiche.

Il vino laziale, in particolare, con la sua presenza diffusa e l'estrema varietà dei suoi prodotti, avvolge il territorio con una trama saporosa, seduttiva e gradevole che si dipana come un fil rouge attraverso il quale conoscere e amare il territorio: è infatti possibile scoprire la regione anche seguendo itinerari legati alla produzione e alla degustazione dei diversi vini locali, alla visita di vigneti e cantine, all'incontro con la cultura agricola dei suoi abitanti, per i quali il ciclo del vino è stato fonte di ricchezza e povertà, strumento di lavoro e condizione stessa di vita.

Il turista che voglia accedere al gustoso universo che fa capo al prezioso nettare di Bacco, misterioso e stravagante dio del vino, scoprirà non solo una interessante realtà economica e gastronomica ma anche un importante pezzo di storia, denso di significati culturali e sociali, che si fondono con le tradizioni locali e con le caratteristiche antropiche e paesaggistiche del territorio. In tutte le cinque province si diramano splendide e millenarie strade del vino, cammini che toccano meravigliosi paesi e incantate oasi naturalistiche, stupefacenti siti archeologici, riti e tradizioni accattivanti.

Nella provincia di Roma spicca il ben noto vino dei Castelli, di antica tradizione, rinomato complemento di gite fuori porta, ottobrate e fraschette, segni distintivi del più recente passato del nostro territorio. Nella provincia di Frosinone emerge tra gli altri l'Alta Ciociaria, con l'area produttiva del Cesanese, dove si ottengono rossi di pregio ma anche bianchi profumati.

Nel Reatino si dice che il vino non c'è, ma il dolce nettare sabino, famoso dai tempi di Orazio, è oggi lavorato con metodi artigianali e si può degustare in compagnia di ospitali agricoltori della zona: vanta la sua antica tradizione e il suo ottimo sapore, spesso messo in ombra dallo squisito olio locale.

Nel Viterbese il vino Est Est Est è il simbolo di storie e tradizioni leggendarie, e accompagna con gusto la scoperta di un territorio ricco di emergenze spettacolari.

L'Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, in collaborazione con l'Assessorato all'Agricoltura, ha realizzato un progetto, già in gran parte completato, per la pubblicazione di volumi dedicati agli itinerari di scoperta di questi tesori: Le Vie di Bacco nel Lazio. Attraverso percorsi antropologici, storici, naturalistici e anche semplicemente informativi, gli autori hanno tentato di delineare, servendosi del vino e del suo ciclo produttivo come strumento interpretativo, il ricco panorama delle realtà locali, oltremodo suggestivo per i suoi vari strumenti di lettura e di approccio, per l'ampia documentazione fotografica e per i percorsi interattivi forniti dai CD-Rom allegati. In questo contesto le opere realizzate sono tre: La Via dei Castelli Romani, La Via del Cesanese tra i Monti Ernici e Prenestini e La Via del vino nella terra dei Sabini

I volumi sono disponibili presso la nostra biblioteca; il Progetto, che rientra nelle attività dell' Area Valorizzazione del Territorio e del Patrimonio Culturale, è stato curato e realizzato da Maria Carla Cuggiani e Maria Vincenza Zongoli
 

Scheda a cura di Maria Vincenza Zongoli