Non siamo figli contro-figure. Docenti beat, studenti bit

Editore: Sovera Editore (collana Saggi)
Recensione: Serafino Rescina e Patrizia Paganelli
Autore: Cosmi Benedetta
Anno: 2010

Dalla Prefazione:

Meglio dirlo subito. Curiosità, passione, ironia sono gli elementi che meglio caratterizzano la scrittura di Benedetta. E che è difficile trovare in ambito scolastico e universitario, almeno dalle nostre parti, e non solo sul versante allievi; oggi, come del resto ieri. Ne viene che Benedetta potrà essere legittimamente inquadrata come un “prodotto anomalo” (positivamente anomalo, intendiamoci) di questa Università.
Certo, si troverà sempre quello disposto ad affermare che “se produce figure di questo tipo, questa nostra università - a dispetto di quel che sostengono i soliti disfattisti - non è poi tutta da buttare”. Boh, io vengo da un’altra sponda ideologica, quella che mi ha abituato a cogliere nella vitalità e nella ricchezza di un pensiero l’esito cui, nei casi migliori, porta l’aver esercitato quel pensiero in una costante argomentata e argomentante battaglia contro ogni tipo di principio presentato come certezza (o, se preferite, contro ogni tipo di certezza presentata come principio): un tempo si parlava di pensiero “anti-istituzionale”, oggi si preferisce stare zitti (che forse è meglio).

La recensione

“Quelli che non hanno né moglie, né macchina, né un mestiere, però frequentano msn, si muovono in metro e fanno i master”.
Così dicono di noi, e su di noi sono sorti fiumi di inchiostro e di definizioni: generazione inesistente, invisibile.
C’è una via d’uscita?
Certamente sì e si chiama Passione. È quella che ci mette Benedetta Cosmi in “Non siamo figli controfigure”, dove parla dei ventenni e trentenni d’oggi e dei loro problemi in chiave propositiva, intrecciando abilmente i temi della didattica, delle politiche sociali, universitarie e della comunicazione.
Una giovane donna che smentisce la logica dei bamboccioni, lei che vive da sola dai tempi dell’Università a Roma. Da lì inizia un lungo percorso fatto di successi che la porteranno a Milano in Tg5 e in Saathi & Saatchi.
Il triste momento storico blocca l’inserimento nel mondo del lavoro e lei scrive, scrive bene e fa parlare di sé, in Rai, a Radio Vaticana, su Libero e Affari Italiani, ovunque. Benedetta Cosmi è l’esempio della “meglio gioventù” che lotta e che vince.
Uno schiaffo a quanti dentro e fuori dalla politica, continuano a tenere i ragazzi degli “anni zero” in seconda e terza fila, lontano dal lavoro e dal futuro.
Il libro che uscirà nelle librerie da Marzo, vi appassionerà, e vi consentirà di trovare la forza e la sicurezza per dimostrare che la generazione del disinteresse in realtà è un esile gruppetto, poiché i giovani sono un mondo di eloquenza e di scienza che il Paese dovrebbe imparare a “sfruttare” se intende crescere e progredire, perché chi sta perdendo in questa battaglia è proprio l’Italia.
Continua su www.nonsiamofiglicontrofigure.com

Serafino Rescina e Patrizia Paganelli