Villa Altieri sull'Esquilino a Roma

copertina libro

Editore: Bonsignore Editire
Recensione: Paola Guerrini
Autore: Bruna Amendolea Laura Indrio
Anno: 2009

 Il volume fa parte della Collana di Studi e Materiali “Palazzo Valentini”, di cui sono stati pubblicati già quattro tomi dedicati alla Biblioteca Provinciale di Roma e all’Archivio Storico, e inaugura la sezione “Edifici” storici di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Roma.

La villa, costruita dall’architetto Giovanni Antonio De Rossi per la famiglia Altieri nella seconda metà del Seicento, viene analizzata da Laura Indrio attraverso un’accurata documentazione grafica, fotografica e archivistica dalle sue preesistenze, nel XV secolo, ai giorni nostri.
Nata come “casino di delizie” secondo una tipologia creata nel corso del Cinquecento, ma con una connotazione rurale e agricola, la villa non subì modifiche apparenti dopo il passaggio dagli Altieri alla Società delle strade ferrate e da questa a monsignor de Merode, almeno fino agli anni intorno al 1871. Dopo tale data si dovettero verificare alcuni espropri, come testimonia la costruzione della scuola Di Donato, che iniziarono a ridurre l’ex proprietà Altieri, mentre la villa veniva adibita a casa penale. Quest’ultima destinazione, come pure l’affitto alle Suore Dorotee che vi istituirono un collegio femminile, determinarono lo stravolgimento totale dell’insieme, sia per quanto riguarda il verde esterno adibito a giardino e coltivazioni, sia nella suddivisione degli spazi interni.
 
Nel 1935 la villa, liberata dalle Suore Dorotee, venne affittata al Comune di Roma, che la destinò a sede provvisoria della scuola Pietro Della Valle, utilizzo scolastico che si è protratto nonostante i cambiamenti proprietari fino ai giorni nostri.
 
La seconda parte del volume è costituita da un catalogo delle diverse antichità (sculture, erme, busti su piedistalli o basi iscritte, colonne, iscrizioni, vasi, urne, are, stele, rilievi e frammenti di vario tipo e dimensioni) che ornavano il casino e il giardino della villa. Bruna Amendolea ne pubblica il dettagliato elenco manoscritto, conservato nella College Library di Eton e redatto tra il 1720 e il 1730, che testimonia quanto la collezione fosse ricca agli inizi del XVIII secolo, periodo nel quale probabilmente raggiunse la sua massima estensione. Daniela Candilio ne analizza le sculture quale parte integrante di un programma espositivo destinato ad esaltare i proprietari. Asclepio richiamava con Igea il concetto della cura della salute, della salubrità dell’aria e della presenza dell’acqua nella dimora suburbana. Atena, accompagnata dalle Muse, alludeva alla villa come luogo di “ozio letterario”. La Flora Farnese evocava la fertilità del sito. Il personaggio loricato testimoniava il valore militare della famiglia Altieri, al pari dei busti colossali con ritratti, tra cui quello di Augusto.
 
Alla collezione epigrafica dedica la sua attenzione Claudio Noviello, che ripercorre le fasi del suo incremento e delle successive dispersioni.
Il volume si conclude con l’illustrazione, da parte di Roberto Del Signore, dell’intervento di restauro finanziato dall’Amministrazione al fine di restituire la villa al suo originario splendore, valorizzando le collezioni di antichità in essa contenute attraverso l’organizzazione di percorsi museali da aprire al pubblico e destinandola a sede della Biblioteca Provinciale di Roma e dell’Archivio Storico dell’Ente.