Palestrina: Mosaico del Nilo
Lo splendido mosaico a soggetto egizio ora ospitato al secondo piano del Museo Nazionale di Palestrina era in origine in un ambiente del Foro dell’antica Prenestae, oggi nuovamente accessibile al pubblico. Il mosaico, realizzato con tessere molto piccole, raffigura una serie di scene che si svolgono lungo un fiume in piena in cui è possibile riconoscere il Nilo: agli occhi dello spettatore si presentano infatti animali esotici (ippopotami, coccodrilli, leoni), paesaggi con palmizi ed edifici egizi, imbarcazioni con la tipica prua rialzata. Il mosaico , ricordato nelle fonti già dal 1614, venne staccato, tagliato in sezioni e portato a Roma; una scena, quella con il banchetto sotto una pergola, fu allora acquistata dal granduca di Toscana ed inviata a Berlino, dove si trova ancora presso l'Altes Museum. La ricomposizione a Palestrina dell’insieme avvenne già nel 1640, ma il mosaico in quella circostanza subì gravi danni e talune parti furono rimontate in modo errato; la sistemazione attuale è frutto del restauro dell’ultimo dopoguerra e la scena della pergola è presente, ma in copia.
Nel mosaico si possono riconoscere le due estremità del Nilo, verso l’Etiopia e verso il Mediterraneo; al centro, scene di caccia e pesca, città fortificate, porti, navi da guerra, templi e personaggi in abiti egizi. Si tratta di una delle poche opere di artisti ellenistici alessandrini giunte fino a noi: risale infatti al III sec. a.C. ed è eccezionale, sia per la perizia tecnica con cui il mosaico è stato realizzato, sia per la vivacità dei colori e delle scene.

