Sentieri d'ascolto
Dal 09-02-2010 al 07-05-2010 presso roma , comune di roma (RM)Spazi d'incontro per l'altro teatro
SENTIERI D’ASCOLTO
quattordicesima edizione
9 febbraio – 7 maggio 2010
La vocazione di Sentieri d’Ascolto è quella di mettere in gioco le poetiche delle formazioni giovani e anche di differenziare di anno in anno i territori in cui promuovere questa iniziativa, tenendo conto della pluralità dei linguaggi dello spettacolo dal vivo e delle specificità linguistiche degli artisti, attraverso un progetto coerente teso a coinvolgere non solo il pubblico locale, ma anche quello romano, verso luoghi poco conosciuti. Sentieri d’Ascolto è lo spazio della formazione-informazione per un “altro” teatro: la ricerca alta e il teatro degli idiomi periferici, dei classici, dell’innovazione e della contemporaneità.
[...] Produrre cultura è una questione che implica il compromesso fra i termini fondanti la stessa relazione che collega i significati di “rapporto”, “organismo”e “pubblico”, relazionati all’artista. Come si può peraltro definire il termine rapporto correlato ad una inafferrabile individualità? La connivenza di un progetto nato dalla sconsideratezza di un profitto, con un proposito di riscontro, o,”sponsorizzando” il concetto, con un “ritorno di immagine”, necessita di un cimento fuori dall’ordinaria implicazione di un riscontro scontato. [...]
LATINA
LA SCENA OBLIQUA
sulla sperimentazione teatrale
9 febbraio – 16 aprile
VITERBO
EDUARDO
letture-incontri-seminari-proiezioni
2 marzo – 11 maggio
RIETI
PREMIO DODICI DONNE
seconda edizione
8 - 14 marzo
FROSINONE
RECITAR DANZANDO
sulla nuova danza
23 aprile – 7 maggio
NEI LICEI DEL LAZIO
DIECI LABORATORI PER DIECI LICEI
18 gennaio – 26 marzo
Nuove ottiche...
Produrre cultura è una questione che implica il compromesso
fra i termini fondanti la stessa relazione che collega i
significati di “rapporto”, “organismo”e
“pubblico”, relazionati all’artista. Come si
può peraltro definire il termine rapporto correlato ad una
inafferrabile individualità? La connivenza di un progetto
nato dalla sconsideratezza di un profitto, con un proposito
di riscontro, o,”sponsorizzando” il concetto, con un
“ritorno di immagine”, necessita di un cimento fuori
dall’ordinaria implicazione di un riscontro scontato.
E che dire poi di una dimensione organizzativa caratterizzata da
una composita struttura ordinaria e istituzionale in
contrapposizione alla prospettiva artistica che si ripromette di
scatenare il caos nella mente del suo ricettore? Ed è
proprio a partire da tale ragionamento e nella prospettiva del
“pubblico” che il produttore ed il distributore si
interrogano sul perché produrre e distribuire quel dato
spettacolo. La problematica non trova soluzione nelle lamentele
scontate nei confronti dei cosiddetti “nomi”, in quanto
per crearli non c’è rapporto , organismo o pubblico
che tenga. E da qui stabilirei le coordinate per tracciare i
profili di una nuova proposta di promozione culturale; entrare in
contatto con la nuova generazione di artisti priva di
“rapporti” per creare uno scontro/incontro con la
soddisfazione generica dello spettatore e, in quanto generica, non
soddisfacente al “particolare”.
Si prospetta, nel nostro tempo, la necessità di errare, e
pongo ulteriormente l’attenzione su questo termine nel suo
duplice significato etimologico. Si sbaglia, e si sbaglia
viaggiando. Basterebbe già questa motivazione, tra le altre
mille, per creare una nuova ottica di investimento, fondata non
più sulla domanda o sull’offerta, non più sulla
pertinenza di un proposito cui ognuno di noi tende in attesa di
qualcosa d’altro (ed è proprio quel “qualcosa
d’altro” che dobbiamo avere il coraggio di promuovere),
non più sull’intrigante e demoralizzante e stantia
regola del compromesso statico (statico come tragico e dunque
impossibile nella sua risoluzione in quanto complemento del
comico), tra chi determina l’involuzione del gusto (lo
spettatore), chi lo sottende (l’artista) e chi lo
sottoscrive(il produttore).
Tali coordinate, da sempre date come scontate, vanno ora necessariamente reimpostate attraverso un’azione capace di intercettare nuove forze artistiche in grado di dipanare quel che la confezione riduce ad un semplice scartamento di una confezione, e non tanto di un’idea, una proposizione buona, d’intenti “nobili”, una proposizione soprattutto di attualità, laddove attualità concepisce lo scarto, il rifiuto, lo smacco di sé medesima.
E’ banale anche il dire, a questo punto, che sarà il pubblico a decidere;ma il pubblico non deve formare, deve formarsi. E’ anche per questo che esistono gli abbonamenti….Dunque, ad un organismo pubblico di promozione e distribuzione (artistica) non resta che la via dello scontro diretto con l’artista, e per questo promuoverlo; non resta che il dissenso, e tale dissenso spargerlo in platea; non resta che una prospettiva negativa a distribuire questa negatività tra i ricettori di cultura, che la esigono, e in tal modo non soddisfarli con la soddisfazione, con il “riferire”, ma con il ferire.
E’ il ferire che manca al pubblico del nostro tempo. Che non
significa trasgressione ma aggressione alla trasgressione stessa,
alla sua mancanza di senso. La vita non ha bisogno di essere
trasgredita. Lo è perennemente. Vuole essere
aggredita.
E’ anche questa la filosofia dei Sentieri
d’Ascolto.
Alessandro Berdini
fonte: Culturalazio

