Nuovi spazi per la danza contemporanea

11 marzo 2010 di ardicor

cultura_headerCultura, presentati al Teatro Vascello nuovi progetti della regione sulla danza contemporanea e nuovo volume dedicato a progetto "nuovi spazi per la danza contemporanea"

 

 

“Il progetto interregionale ‘Spazi per la Danza Contemporanea’, realizzato con l’Eti, ha aperto alla danza nuove prospettive nelle nostre province. Ed è per questo che la Regione Lazio confermerà il suo impegno e il suo interesse verso questo comparto con l’avvio di una nuova officina culturale, promossa direttamente dall’assessorato. Nei prossimi due anni, la struttura attiverà a Frosinone iniziative di formazione del pubblico, di conoscenza, di accesso ai linguaggi, incentrate esclusivamente sulla danza contemporanea. A gestire l’officina, assegnata tramite bando pubblico, sarà l’associazione ‘Core - coordinamento danza e arti performative Lazio’. E naturalmente, la Regione aderirà anche al nuovo progetto interregionale dedicato alla danza, coordinato e realizzato dall’Eti”. Lo ha dichiarato stamane l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano, durante una conferenza stampa tenuta presso il Teatro Vascello, cui hanno preso parte anche i vertici dell’Ente Teatrale Italiano, il presidente Giuseppe Ferrazza e il direttore generale Ninni Cutaia.

rodano

 

In questi ultimi anni, la danza contemporanea è stata al centro di importanti interventi di politica culturale da parte della Regione Lazio. Ed in questo quadro il progetto Spazi per la danza contemporanea, coordinato dall’Ente Teatrale Italiano con il sostegno dell’assessorato regionale alla Cultura, si è configurato come un’innovazione assoluta sia per i territori del Lazio che per gli operatori coinvolti: dal 2008, gli spettatori di Tuscania, di Gaeta, di Isola del Liri e degli spazi coinvolti a Roma hanno fruito di esperienze artistiche inedite, in grado di conferire ai territori sia nuovi spunti di crescita culturale che nuove opportunità di accesso ad uno dei linguaggi di spettacolo meno diffusi nel nostro Paese. I quasi tre anni di spettacoli, di laboratori, di incontri e confronti con artisti, operatori e spettatori, di nuove produzioni, di scambi d’esperienze e di emozioni da e oltre il palco, vengono raccontati nel libro Spazi per la danza contemporanea, anch’esso presentato stamane. Il volume descrive e testimonia quanto realizzato con il progetto promosso dalla Regione Lazio, in collaborazione con le regioni Piemonte e Campania, coordinato dall’Ente Teatrale Italiano, con un iniziale sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

Il libro è curato da Ada d’Adamo ed è stato pubblicato da Editoria & Spettacolo per la collana dell’Eti: attraverso gli scritti di studiosi, critici, artisti e operatori testimonia e valuta questo lavoro sinergico che mettendo in campo azioni diverse, ha rimesso al centro – attraverso un’esperienza concreta ma, per sua natura, temporanea – questioni cruciali che solo con interventi sistematici possono essere affrontate: la formazione, il sostegno alla produzione, la programmazione: ripercorrere insieme attraverso un libro le tappe di questa esperienza può quindi essere utile a verificare strategie e correggere errori.

 

Il progetto Spazi per la danza contemporanea ha indicato una diversa possibilità di interazione tra istituzioni, enti locali, artisti ed operatori, per creare reti, per dare più adeguata visibilità agli spettacoli, stimolando un confronto tra coreografi e danzatori diversi per stile e formazione, individuando altri luoghi per la danza, andando incontro ad una domanda crescente e partecipe del pubblico. Sfogliare le pagine del libro e ripercorrere le varie fasi del progetto, significa valutare criticità e potenzialità di questo sinergico lavoro di sostegno alla creatività performativa, con la voglia di lanciare nuove idee ed aprire nuove prospettive di sviluppo al settore, che rispettino la specificità delle realtà territoriali nel guardare ad un orizzonte nazionale ed europeo.

Caravaggio. Una mostra impossibile

7 marzo 2010 di ste.cicco

 caravaggio_largeUna mostra dedicata a un grande artista può presentare tutte le sue opere, oppure una selezione. Se l’artista è Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, siamo di fronte a una produzione copiosa, e ormai dispersa in Italia e ai quattro angoli del mondo: Firenze, Messina, Milano, Napoli, Roma, Siracusa, Città del Vaticano, Malta, Vienna, Parigi, Berlino, Potsdam, Londra, Dublino, San Pietroburgo, Madrid, Hartford, New York, ecc.

 

 

L’esposizione, in uno stesso luogo, di tutta l’opera di Caravaggio, nessuna esclusa, è un sogno a lungo coltivato da studiosi e appassionati, una “mostra impossibile”, appunto.
 
Per questo, d’intesa con gli organizzatori della mostra “Caravaggio” allestita presso le Scuderie del Quirinale, la Rai Radiotelevisione Italiana, in collaborazione con il Comune di Roma, Assessorato alla Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Culturali, realizza all’interno dei Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali una “mostra impossibile”, che comprende le riproduzioni a grandezza naturale, retroilluminate e ad altissima definizione di 63 dipinti, cioè l’intera opera del Caravaggio.
 
La riproduzione è realizzata a partire da una matrice ad altissima risoluzione, poi digitalizzata, calibrata nei valori di luminosità e cromaticità, quindi trasferita su un supporto omogeneo e trasparente a grana finissima delle stesse dimensioni dell’originale. Le riproduzioni sono “certificate”, nel senso che la loro fedeltà all’originale è comprovata da autorevoli storici dell’arte italiani e stranieri.
 
 
 
 
L’idea delle “mostre impossibili” nasce dalla considerazione che, nell’epoca della riproducibilità digitale dell’opera d’arte, la riproduzione dev’essere tutelata e valorizzata quanto l’originale: una diffusione di massa delle opere d’arte, garantita dalle riproduzioni, risponde a un’istanza di democrazia culturale formulata da Walter Benjamin e André Malraux.
 
 
L’esposizione ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali è completata dall’allestimento di diverse installazioni audiovisive, di notevole impatto didattico. 
È possibile assistere alla proiezione su grandi schermi di film e documentari dedicati alla vita e all’opera di Michelangelo Merisi, nonchè vedere lo sceneggiato in sei puntate prodotto di recente dalla Rai e la registrazione dello spettacolo teatrale che Dario Fo ha messo in scena appositamente per questa “mostra impossibile”. 
Si può inoltre ascoltare, in una sala opportunamente allestita, la musica “dipinta” dal Caravaggio in tre celebri opere (La fuga in Egitto, L’amore vincitore e il Suonatore di liuto).
 
 
Numerosi pannelli illustrativi delle opere e delle vicissitudini dell’artista, con testi tratti dalle cronache del tempo, aiutano il visitatore a contestualizzare l’opera del pittore. 
Completa la “mostra impossibile”, che è organizzata con la collaborazione di Lottomatica, un gioco interattivo, “Caravaggio in dettaglio”, realizzato con l’apporto de Il Gioco del Lotto - Lottomatica, consistente nell’attribuire correttamente 15 piccoli dettagli ai rispettivi dipinti: una gara di abilità per i visitatori, che aiuta a conoscere in profondità l’opera del Caravaggio.
 
 
 
 
CARAVAGGIO - Una mostra impossibile
Roma, Mercati di Traiano - via IV Novembre, 94
24 febbraio - 25 marzo 2010 
http://www.caravaggio.rai.it/ 
 
 

 

Scoprire l’informazione

2 marzo 2010 di ste.cicco

arapacis4Tutte le domeniche dal 28 febbraio al 21 marzo ore 11.00 quattro incontri all’Auditorium dell’Ara Pacis con i professionisti dell’informazione per scoprire il mondo di tv, radio, new media e giornali.

La televisione e la radio, i new media e la carta stampata. Quattro mondi in continua evoluzione sollevano i loro veli grazie alle riflessioni dei protagonisti dell’informazione che incontrano il pubblico nell’ambito dell’iniziativa “Scoprire l’informazione”, organizzata da Comune di Roma, Federazione Nazionale della Stampa e Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Sapienza Università di Roma Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Un momento di incontro tra la gente, le istituzioni e il mondo dell’informazione - afferma l’Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di RomaUmberto Croppi - per rinnovare uno scambio che, nel corso degli anni, ha subito sicuramente delle trasformazioni ma che resta sempre avvincente. La scelta dell’Ara Pacis come sede dei quattro incontri conferma l’intento dell’Amministrazione Comunale di aprire gli spazi museali dedicandoli ad iniziative culturali in grado di appassionare e coinvolgere le più svariate tipologie di pubblico”.

“E’ davvero importante e significativa l’iniziativa ‘Scoprire l’informazione’ nata dalla collaborazione tra Comune di Roma e Federazione Nazionale della Stampa - commenta il Presidente della FNSI Roberto Natale - E’, infatti, estremamente utile che tra giornalismo ed istituzioni si instaurino rapporti virtuosi che abbiano come fine l’approfondimento del sistema della comunicazione per i giovani, per l’opinione pubblica in generale ma anche per lo stesso mondo dei giornalisti che sempre di più devono accettare un sano ritorno tra la gente proponendo spunti di interpretazione della realtà". 

Sede d’eccezione l’Ara Pacis per quattro mattinate all’insegna dell’incontro e del confronto su temi che coinvolgono sia l’opinione pubblica sia chi - con i mezzi che ha a disposizione - crea in questa, giudizi, prese di posizione, distacco o morbosità. I detentori dell’informazione si raccontano e raccontano la loro stessa informazione al pubblico presente nell’Auditorium a seconda del mezzo usato e dell’ascoltatore di riferimento: le immagini a volte cruente della tv, il senso nostalgico di una radio ormai in linea con i tempi, lo sguardo rivolto al futuro dei new media o l’evocazione magica delle parole scritte su un quotidiano.

Quattro diversi sistemi - a volte contrastanti - di comunicazione con il pubblico ma un unico obiettivo: scoprire l’informazione. 

 

Nel corso dei 4 incontri il foyer dell’Ara Pacis proporrà in visione alcune delle prime pagine dei maggiori quotidiani dalle prime uscite ad oggi.

Programma

28 febbraio 2010 ore 11.00
TV
Con Riccardo Iacona (Rai) e Mimosa Martini (Tg 5) 
Modera Roberto Natale (Presidente Federazione Nazionale della Stampa Italiana)

7 marzo 2010 ore 11.00
RADIO
Con Roberta Gisotti (Radio Vaticana) e Marino Sinibaldi (Gr Rai)
Modera Mario Morcellini (Preside Facoltà Scienze della Comunicazione – Sapienza Università degli Studi di Roma)

14 marzo 2010 ore 11.00
NEW MEDIA
Con Luca Tremolada (Nova-Il Sole 24 Ore) e Eugenio Occorsio (Affari&Finanza-La Repubblica) 
Modera Mario Schintu (Direttore Dipartimento Comunicazione Istituzionale Comune di Roma)

21 marzo 2010 ore 11.00
GIORNALI
Con Norma Rangeri (Il Manifesto) e Marcello Veneziani (giornalista e scrittore)
Modera Franco Siddi (Segretario Federazione Nazionale della Stampa Italiana)

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

INFO: 060608

http://www.arapacis.it

http://www.museiincomuneroma.it

 

I CIELI SOPRA BERLINO_ Conversazioni sul Nuovo Cinema Tedesco

1 marzo 2010 di TEATRO BERTOLT BRECHT

I CIELI SOPRA BERLINO
Conversazioni sul Nuovo Cinema Tedesco

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Mercoledì 3 marzo alle 17:00, presso il Teatro Bertolt Brecht di Formia Giovanni Spagnoletti (direttore del Festival del Nuovo Cinema di Pesaro e docente di Storia del cinema presso l’Università di Tor Vergata di Roma) e Alessandro Izzi (caporedattore della rivista on line Close-up e presidente dell’associazione culturale Fuori Quadro) raccontano “I cieli sopra Berlino”: una sorta di ricognizione sul Nuovo Cinema Tedesco negli anni che hanno visto nascere i capolavori di Wenders, Herzog, Reitz e Fassbinder.

 

L’iniziativa, promossa dal Teatro Bertolt Brecht diretto da Maurizio Stammati in collaborazione con l’Associazione Culturale “Fuori Quadro” è anche l’occasione per presentare al pubblico la pubblicazione “Nuovo Cinema Tedesco” edita dai tipi della Dino Audino. Conduce la serata il Dott. Pasquale Gionta, preside del Liceo Classico “Vitruvio Pollione” di Formia.

 

Sarà l’occasione di una chiacchierata sul senso del cinema europeo e del cinema di autore in un panorama, come quello contemporaneo, sempre più appiattito sul modello dell’industria hollywoodiana. Da questo punto di vista l’uscita, negli ultimi anni, di film come Quattro minuti e Le vite degli altri hanno davvero riportato al centro dell’attenzione internazionale una cinematografia, come quella tedesca, che era stata quasi dimenticata dopo i fasti critici che avevano accolto i grandi capolavori degli anni ’70. Anzi a guardarla oggi, la situazione tedesca sembra essere l’unica realtà europea ancora capace di opporsi alla globalizzazione e all’americanizzazione dell’industria. A ben vedere questa incredibile capacità di ancorarsi alle proprie radici nazionali, questa volontà di attingere dalla tradizione e al tempo stesso di slanciarsi verso il futuro sono caratteristiche che gli artisti contemporanei traggono, spesso anche in maniera inconsapevole, dai precedenti di quello che al tempo fu chiamato, non senza una punta di genuino e sanissimo orgoglio nazionale, Nuovo Cinema Tedesco.

Una realtà caratterizzata da un doppio atteggiamento col passato diviso equamente tra amore e odio, tra Goethe e Hitler che si riflette anche nel doppio atteggiamento nei confronti dell’identità nazionale che ogni autore cercava di costruirsi con fatica. Rileggere la stagione d’oro del cinema tedesco, scoprire nuovamente autori come Herzog, Fassbinder, Reitz, Wenders significa non solo accostarsi ad alcuni dei nomi più significativi della Storia del Cinema, ma significa, soprattutto, appropriarsi di validi strumenti per comprendere la realtà europea di questo inizio millennio.

Primo concerto della Dave Matthews Band a Roma: uno spettacolo emozionante

28 febbraio 2010 di bernardette-82

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Grande successo per il concerto della Dave Matthews Band tenutosi al Palalottomatica lo scorso 23 febbraio con oltre sei mila biglietti venduti. Per la prima volta a Roma, la Jam Rock Band America ha regalato al suo pubblico un evento unico ed indimenticabile con due ore e tre quarti di musica live. Il gruppo, che vanta più di trenta milioni di dischi venduti in tutto il mondo e due Grammy Awards, con il suo ultimo lavoro, Big whiskey and the GrooGrux King, nato dopo la perdita nel 2008 del suo sassofonista storico, ha battuto tutti i record conquistando il primo posto nella classifica USA con oltre 420.000 copie vendute.

In Europa questi eccezionali artisti non hanno purtroppo lo stesso seguito, ma la loro capacità di creare uno straordinario mood live non ha confini e anche i rari concerti italiani sono sempre grandi successi, come testimonia l’esibizione avvenuta a Lucca lo scorso 5 luglio che è stata la più lunga nella storia della band, con ben 3 ore e mezzo di musica davanti a un pubblico in estasi. Anche la tappa di Roma ha confermato il feeling che Dave Matthews ha con l’Italia, tanto che prima del bis di fine concerto ha ringraziato i fans dicendo: "Ci sono serate facili e serate meno facili, grazie a voi stasera è stato tutto facile", regalando subito dopo una splendida versione chitarra e voce di “Baby Blue”, senza dubbio il momento più emozionante della serata. Il concerto è iniziato puntualissimo con la ballata “Lying in the hands of God”, seguita da altri brani dell’ultimo album come “Seven”, “Spaceman”, “Alligator pie”, e riproposto poi pezzi del passato “You might die trying”, “Warehouse”, “Crush”, ecc.

L’esibizione è stata come sempre un’esplosione di energia e di vitalità, indice del piacere e del divertimento che i musicisti stessi provano in serate come queste; il sound compatto è espressione dalla perfetta intesa tra i membri del gruppo, amici dai tempi del Miller’s bar di Charlottesville, con Dave Matthews alla chitarra, Stefan Lessare al basso elettrico, Boyd Tinsley al violino e Carter Beaufort alla batteria e percussioni, accompagnati da Jeff Coffin al sassofono, Tim Reynolds alla chitarra e Rashawn Ross alla tromba. Che dire… Bravi davvero, purtroppo due ore e quarantacinque minuti di concerto sono trascorse fin troppo velocemente!

Art@network

27 febbraio 2010 di ardicor

Art@network

Roy Ascott, Maurizio BologniniChaos Computer Club, Vuk Cosic, GMM, Jaromil, Jodi, Olia Lialina, Mark Napier, Claudia Quintieri, Alexei Shulgin, Strano Network, Tommaso Tozzi, Ubermorgen

 
A cura di Serena Pisano

Inaugurazione martedì 9 marzo 2010, ore 18:30

Martedì 9 Marzo 2010 alle ore 18.30 presso il MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Università di Roma La Sapienza, si inaugura la mostra Art@network, a cura di Serena Pisano.

La mostra ospita numerose opere di net.art visitabili on-line, alcuni progetti ricostruiti in locale ed una serie di video. Gli artisti sono: Roy Ascott, Maurizio Bolognini,  Chaos Computer Club, Vuk Cosic, GMM, Jaromil, Jodi, Olia Lialina, Mark Napier, Claudia Quintieri, Alexei Shulgin, Strano Network, Tommaso Tozzi, Ubermorgen.

 La mostra collettiva propone un percorso che va dagli esordi dell’arte telematica di fine anni ’80, sino a  progetti attuali, soffermandosi su alcune delle più importanti opere di net.art e media hacktivism degli anni ‘90. L’itinerario suggerito si snoda tra opere tuttora accessibili tramite internet, altre non più in rete e rinnovate in situ, video di installazioni e performances, con il fine di illuminare alcune tappe fondamentali di quella che si rivela come manifestazione artistica che è per eccellenza lo specchio della società tecnologica del capitale sociale e del networking.

L’arte del network apre interrogativi legati alla comunicazione e alla ricezione dell’arte, indaga la specificità del medium e ne individua potenzialità e problematiche, aprendosi a questioni come quella della libera circolazione dell’informazione, della connessione tra le persone e dell’azionismo mediatico.
 

Sono disponibili per i visitatori alcune copie del sistema operativo libero dyne:bolic, sviluppato da Jaromil e rilasciato sotto licenza free software nei termini stabiliti dalla GNU General Public License.

 Apre la mostra una conferenza tenuta da Tommaso Tozzi, docente presso l’Università degli Studi di Firenze e l’Accademia di Belle Arti di Firenze e Carrara, direttore della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte e del Centro di Ricerca e Documentazione sull’Arte e le Culture delle Reti uCAN, artista e creatore della prima banca dati telematica italiana che si è proposta come opera d’arte; ideatore e coordinatore di wikiartpedia – la libera enciclopedia dell’arte e le culture delle reti.

L’evento fa parte del ciclo espositivo del MLAC diretto da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero, realizzato con il contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove tecnologie multimediali”, e con il sostegno della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università La Sapienza.

 

MLAC

dal 9 al 26 marzo 2010

lun-ven 15.00-19.00
Direttore: Simonetta Lux
Curatore: Domenico Scudero
Piazzale Aldo Moro 5 -  00185 Roma, Italia
Tel. +39.06.49910653
Fax +39.06.49910365
E-mail muslab@uniroma1.it
www.luxflux.net

 

Gli appassionati di hip hop scaldino i motori…

26 febbraio 2010 di robbie80

stormybrothersI ballerini di hip hop arriva nella Capitale un nuovo evento: Yo! Urban Dance Fest. Il festival dedicato alla danza hip hop e alla gestualità metropolitana. Dal 12 al 14 Marzo 2010 al Palacavicchi.

 

Il Palacavicchi, noto locale di ballo a più piste, ospiterà nei giorni 12, 13 e 14 Marzo la prima edizione di Yo! Urban Dance Fest, con una programmazione internazionale composta da spettacolo, competizioni, workshops.

 

Tre giornate dedicate al mondo della danza urbana - in particolare l’Hip Hop - e alle altre espressioni artistiche del mondo metropolitano come la House Dance, il Ragga ed il Jazz-Rock.

 

La prima edizione è rafforzata anche dalla presenza di importanti esponenti italiani ed internazionali della danza hip hop e della urban dance, come MR. WIGGLES (NY), pioniere del movimento Hip Hop e membro attivo della Rock Steady Crew, gli Electric Boogaloos (breakdance e Funk Styles), il pioniere della House Dance BRIAN GREEN (New York), il francese DOMINIQUE LESDEMA (Parigi) pioniere del Jazz-Rock. Tra le donne  Laure Courtellemont, creatrice del Ragga Jam, una particolare forma di danza che unisce la gestualità di strada dell’hip hop alla tradizione gestuale africana e delle Antille, e YEYA, una delle maggiori esponenti della new wave europea legata alla danza hip hop.

 

Obiettivo del progetto è creare una piattaforma di incontro e interscambio culturale per i giovani appassionati delle varie forme di danza, offrendo la possibilità di vivere l’esperienza su più livelli: formazione, competizione, spettacolo, intrattenimento.

 

Per il programma completo e tutte le informazioni utili è possibile consultare il sito ufficiale della manifestazione: www.yofestival.com

 

L’appuntamento quindi è per il 12 marzo a Roma al Palacavicchi, Via Ranucci Bianchi Bandinelli, 130.

Libri: Obama.net New media, New politics?

26 febbraio 2010 di ardicor

mezza_obama_copertina1Prosegue la serie dei “MegaLunedì”

 

Occasione di incontro, dibattito e scambio di opinioni sulle questioni della contemporaneità e in particolare sui temi della democrazia digitale dell’associazione Megachip.

 

L’appuntamento è il 1 marzo 2010, ore 19 in Via del Commercio, 12C (Zona ostiense/gazometro) presso i locali dell’associazione “Massenzio arte”.

 

Nel corso della serata saranno presentati 2 libri:

La menzogna nucleare” di Giulietto Chiesa, Guido Cosenza e Luigi Sertorio

Obama.net New media, New politics?” Politica e comunicazione al tempo del networking di Michele Mezza

Interverranno Giulietto Chiesa e Michele Mezza.

 

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Leggi su Megachip

 

Info: Federica Galante

3333246868

segreteria@megachip.info

 

Cybermetropoli, il seminario

23 febbraio 2010 di ardicor

locandina-cyberspazio-m-212x300Seminario 26 Febbraio 2010

 

Cybermetropoli è un percorso di libera formazione he ha come obiettivo l’indagine conoscitiva dei processi di trasformazione dell’esistente e che si proietta verso una profonda esplorazione delle spazialità reali e virtuali. Linguaggi, creatività, tecnologie, queste sono le parole che incontreremo, questi gli strumenti a partire dai quali proveremo a rilevare la tendenza evolutiva delle realtà edelle forme di bio-controllo che la accompagnano nella quotidiana lotta tra sottrazione e potere.

Introduce
Ulderico LiberatoreExperienceLab

Discutono

ARTURO DI CORINTO
Ricercatore presso l’università “Sapienza” di Roma
Giornalista, Saggista ed Esperto di Comunicazione Online
Autore di “Hacktivism. La libertà nelle Maglie della Rete”, “E-gov 2.0: pave the way for ePartecipazione” e “Revolution OSII”

TIZIANA TERRANOVA
Docente presso l’università degli studi di Napoli ” L’Orientale”
insegna “Sociologia della Comunicazione” e “Teorie Culturali Inglesi e Nuovi Media”
Autrice di “Corpi nella Rete” e “Cultura Network”

Venerdì 26 Febbraio 2010 – ore 15:00 – aula 4
Facoltà di Ingegneria – Sapienza
via Eudossiana, 18,(Metro Colosseo)

Abstract

L’avanzata dell’era digitale, composta da milioni di cavi che attraversano le nostre strade e onde elettromagnetiche che rimbalzano sull’aria che respiriamo portando dentro i nostri dispositivi elettronici, oramai estensioni dei nostri corpi, flussi informativi di ogni genere, sta ridefinendo i modelli relazionali d’incontro e di scambio di idee. Qui viene a definirsi un nuovo non luogo, punto di congiuntura tra mondo fisico e mondo elettronico, il cyberspazio. Questo è il luogo dove le idee si incontrano e generano nuovo valore, il più avanzato e complesso sistema produttivo e sociale. Dove nasce la Digital Economy con la sua promessa di uno sviluppo illimitato che crea “una fusione creativa tra lavoro e conoscenza, dove il processo lavorativo trasforma il ciclo generale della valorizzazione in uno spazio liscio illimitatamente percorribile e ri combinabile”.
Questo nuovo porto, approdo di milioni di bit d’informazione, che pare sfuggire al controllo ma è sorvegliato, che sembra libero e orizzontale ma invece ha in se una struttura verticista che porta ai margini la libertà e dove l’informazione non è significativa, come sostiene Arthur Kroker in Data Trash, “quanto meno significato circola dei circuiti tanto più rapida circola l’informazione”, e tanta più informazione circola rapidamente, tanto più download viene generato sui circuiti ISP, tanta più banda serve e più abbonamenti si fanno. Questa è la perversione di questo nuovo luogo che produce uno scarto su chi sta dentro e chi sta fuori, chi naviga veloce e chi va lento e rimane indietro. Questa è la nuova America che a tutti fa gola. Tutto ciò genera nuovi conflitti: ci porta ad una nuova definizione del lavoro che diviene “libero”, perché fa leva sulla creatività e sull’autonomia di prendere decisioni, ma l’unica libertà rimane sempre quella di vendere la propria forza lavoro e rimanere ingabbiati nella trappola capitalistica della sussunzione totale della nostra vita, la fabbrica H24 della metropoli. E li porta a sollevare nuove fondamentali questioni, visto la grande quantità di dati che circolano in rete, quella della qualità della sorveglianza”, se si può controllare la sorveglianza, il chi sorveglia, il come preservare la privacy e l come ci si possa disconnettere dal cyberspazio se si vuole.

Angel_F. Diario di un Intelligenza Artificiale

20 febbraio 2010 di lutherblisset

Il 5 marzo a Roma a partire dalle 18.30

presso i locali del FLEXI libreria-caffè, Via Clementina 9 (rione Monti)

AOS (Art is Open Source)

in collaborazione con
FHF Italia e ass. The Hub Roma

Presenta
Angel_F. Diario di un Intelligenza Artificiale” (Castelvecchi 2009)
di Salvatore Iaconesi (xDxD.vs.xDxD) e Oriana Persico (penelope.di.pixel)

Ne discutono insieme agli autori:
Arturo Di Corinto, Monica Mazzitelli, Luigi Pagliarini, Marco Scialdone, Valentina Tanni

Angel_F è la giovane intelligenza artificiale figlia di Derrick de Kerckhove e della Biodoll. A tre anni dalla sua nascita, il piccolo racconta il suo primo anno di vita e le sue avventure in rete nel mondo fisico sotto forma di un particolare “Diario”.

L’hacking, l’arte, la performance, l’attivismo politico e tecnologico.

Un venerdì pomeriggio per scoprire le connessioni fra esseri umani ed esseri digitali attraverso le testimonianze dirette di Angel_F e dei protagonisti di questa storia

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