Consigli al critico teatrale
Come fare una recensione teatrale
- Ricordatevi di mettervi sempre dalla parte dell’utente.
- Evitate che in molte recensioni bisogni leggere tutto l’articolo prima di capire DOVE e FINO A QUANDO si svolgono gli spettacoli
- Rircordate di scrivere sempre un occhiello accanto, sopra o sotto la foto, che indici chi il teatro, i tempi, gli attori, le compagnie, i registi, tutto debitamente corredato da link (questo è quello che il lettore vuole sapere per PRIMA COSA, perchè la recensione non è un saggio)
- Non usate caratteri e stili diversi all’interno di un testo: questo svia e distrae, e inoltre fa apparire la recensione meno professionale
- E’ importante segnalare l’autore della recensione, con un rigo: “recensione a cura di”
- Quando la recensione è scritta, fatela leggere a qualcuno che potrebbe andare a teatro: fatelo le prime due tre volte…e vedrete!
- Segnalate altri eventi in cartellone nello stesso teatro e quando opportuno inserite i link ai teatri laziali
- Quando uno spettacolo è anche negli eventi della homepage, fatene un link
Il recensore "doc":
- Non mette mai una stroncatura nel titolo. Il titolo deve essere informativo e, casomai, indicare i lati positivi dell’opera.
- Non puoi essere lui a suggerire cosa dovrebbe fare il regista o lo sceneggiatore
- Può dire ad esempio che "il secondo atto è migliore" del primo, evidenziando con maggiore enfasi in che cosa migliora, e “far capire” così cosa mancava al primo, senza dirlo in maniere troppo forte, con una frase secca
- Non è mai troppo critico nei confronti della scenografia: si può dire che poteva essere "più adeguata"
- E’ importante che parli degli elementi positivi dello spettacolo, soprattutto se ha detto qualcosa di negativo
- Se lo spettacolo non gli è piaciuto, buona norma vuole che individui una categoria di persone a cui sicuramente può far piacere assistervi, e indicarla
- [...] ciò naturalmente non vuol dire che non puoi dire quello che pensi…ma ogni giudizio professionale può far sapientemente uso della categoria dell’incertezza…
- Mai essere tranchant e definitivi, soprattutto per un piccolo teatro che annaspa per (soprav)vivere.